È bello averti qui, tu per me, in questa parentesi breve, in questo orizzonte contraffatto. E mi chiedo quale senso nascondano le mie mani appoggiate alle tue, il colore della pelle, i miei occhi e i tuoi occhiali sul naso, il mio essere assorto e quel sorriso smarrito. Dolci le nostre vite, piene di stracci, gonfie di esperienze che in fondo non ci riguardano davvero.

Guido Mazzolini

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Non amare il soffio di queste parole
non lodarne il ritmo arguto o il tentativo
di evocare un suono. Io offro una carezza lieve
solamente un abbraccio maldestro e sconosciuto
che infrangendo il buio susciti l’autentico
e tu non ceda alle lusinghe 
di chi ti vuole consenziente,
alle parole duttili dei maestri 
degli inseriti e disattenti,
degli inventori di consorzi umani
dei mediocri rivoluzionari delle idee
che vogliono te discente e malleabile
mentre pongono gioghi pesanti sulle nude spalle
e gioiscono sbranando la carne della tua anima.

Voglio essere una povera voce detestabile
un ronzio fastidioso nel silenzio
una goccia salmastra sulle labbra
e tu possa esplodere come azzurra nube
che avvolge l’universo intero,
ma ora sono un triste narratore
e parlo ad un mesto me stesso che parla.

Guido Mazzolini

Non sei perfetto, nessuno lo è. Anzi, sei quanto di più imperfetto ci sia. Una meravigliosa accozzaglia di liquidi, mischiati in un unico bicchiere.
E non dimenticarlo mai, sono le imperfezioni la tua forza, perché ciò che ti differenzia dal resto del mondo ti rende unico e irripetibile.

Guido Mazzolini

Parole nude, sfrontate
parole, inutile parole
e già mi meraviglia il tuo colore
quell’alabastro acceso e la lentezza delle mani
che frugano il foglio e il ventre del mio passo
come un verme con la mela
come la lingua con le labbra.

Guido Mazzolini

L’attesa è una porta socchiusa. E c’è qualcosa oltre, varcando la soglia, anche se possiamo soltanto immaginare, desiderare, sperare. Ma il bisbiglio dietro la nuca non mente, è un suono di futuro che chiama al movimento, è un salto nel buio, desiderando luce. E che sia gioia. E sia per sempre. La vita è questo roteare folle di emozioni, ma se guardi oltre il turbinio dei desideri e degli istinti, riesci a intravedere una dimensione di certezza consapevole. È un dialogo serrato e confidente, un dare per ricevere. E tra le scelte di ogni giorno che spesso ci lasciano frastornati, ci accorgiamo che l’amore è l’unica scelta davvero utile. Non l’amore dei sentimenti buoni e confezionati ad arte, ma quello che trasforma il mondo, quello che ho visto balenare negli occhi dei miei genitori. È l’amore infinito che ci consegna all’eternità, quello che ha plasmato l’universo, che fa muovere il sole e le stelle.

Guido Mazzolini

Ciò che non sai ancora
poeta sgangherato
che credi possibile agguantare la luna
nel riverbero di una pozza scura
cercando di trovare
a te solo svelata
l’accezione nascosta
nel pallido tratteggio
di un disco capovolto al cielo,
ciò che ancora ignori
è la purezza del suono
la sua genesi sacra di parola
che non sgorga da te come fonte pulita
ma attraverso la gola
e la tua voce di meretrice scalza,
poiché la scura matita
che credi trasformata in spada
non è niente più di una chiave rugginosa
con la quale spalancare il cancello del mondo
e rubare parole alla gente
spargendo seme sterile
in un deserto di sogno.

Guido Mazzolini

 

E alla fine è tutto qui, la vita si può riassumere in due fenomeni opposti e conseguenti. Si parte e si torna. Si riparte e si ritorna ancora. È un’altalena che spinge al cielo per riportare alla terra. E in quel volo breve si condensano gli istanti più preziosi, quelli che non vorresti lasciare andare, e anche loro seduti sulla medesima altalena, anche loro condannati al precipizio. Si oscilla e si naviga a vista, confusi tra la percezione della transitorietà e il desiderio d’infinito. Tra il bisogno di andare, e l’istinto di tornare.

Guido Mazzolini