Il tuo respiro inconfondibile
nel silenzio della notte
sibilo scuro, sottile,
restituisce intatto il battere del giorno
di quel ricordo andato,
violentemente abbandonato
come si lascia un’impronta nella neve
come si lancia un ciottolo nel lago
e se ne contano i rimbalzi.

Guido Mazzolini

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E a tutti Voi, buona domenica!

Paola & Elena

Suona anacronistico parlare di violenza contro le donne oggi, in un Europa che quotidianamente inneggia al modernismo e al rispetto del diritto. Apparentemente la nostra non è una civiltà di bruti, non siamo governati da santoni con la barba che considerano sacrosanta l’inferiorità della donna. Siamo Italiani, orgogliosamente europei, nati nella culla di un bel paese uscito ormai da tempo da un medioevo oscuro. Ma è un errore sentirsi al sicuro, al riparo da un pensiero subdolo, antico, che considera la donna sottomessa e silenziosa. Quotidianamente assistiamo a notizie che dimostrano il contrario, e non è sufficiente dire che non ci riguardano, che noi siamo diversi, che in fondo si tratta di un fenomeno di degrado e sottocultura. Siamo parte della stessa umanità e probabilmente il pensiero marcio che dirige l’azione di chi sceglie di fare violenza a una donna ci appartiene. È nostro, l’abbiamo soltanto accantonato, messo da parte, ben nascosto nella coscienza.
Due sono le radici principali di questo pensiero. La prima è insita nell’incomprensione, nell’incapacità di riconoscerci diversi e complementari. Uomo e donna, due facce della stessa luna, ma opposte. L’armonizzazione di due estremi non può avvenire fingendo un’uguaglianza che non c’è. Uomo e donna sono diversi, fisicamente, mentalmente, psicologicamente. Hanno diversi istinti e differenti bisogni. La grande bugia moderna dell’uguaglianza ha portato a pensare a un’umanità asessuata con un identico maschile e femminile, generando un’incomprensione che nega l’accoglienza dell’altro.
La seconda radice nasce da una concezione distorta dell’amore, la stessa spacciata a poco prezzo dai mass media che lo dipingono come una povera gratificazione di sé. Ti amo perché realizzi le mie aspettative, ti amo perché ne ho bisogno per essere felice e per vivere meglio. Ecco che il mistero della diversità dell’altro si copre di polvere e si annulla, sviando dalla propria verità. Ecco che ci ritroviamo ad amare un oggetto, qualcuno che ci è utile, che serve e che non serviamo. Ecco che quando questo rapporto malato si incrina e il feticcio d’amore finisce, l’uomo precipita in una situazione psicologica di abbandono, come il bambino che ha perso un giocattolo. E la rabbia cresce e monta, e può sfociare in violenza.
Dobbiamo riflettere su questi aspetti. La violenza contro le donne è violenza contro l’umanità, perché quando una donna viene picchiata, mutilata, ferita, bruciata con l’acido, costretta a sposarsi o a non studiare, nascosta dietro un burqa, umiliata, offesa, quando succede questo si uccide l’energia stessa della vita e si demolisce una verità naturale che, se dimenticata, porta a scenari tragici e bui.

Guido Mazzolini

Possiamo salvarci. È l’ascesi la chiave per uscire da questa logica post-moderna che condanna l’uomo a essere un patetico mulo attaccato alla soma del bisogno. Il desiderio di mondo e di terra ci inchioda a razzolare nel fango, dimenticando che il cielo è sopra di noi. Così ci accontentiamo di avere certezze che diventano presto domande inespresse. Siamo privi di una visione che potrebbe portarci a desiderare l’impossibile. L’edonismo assoluto chiama alla negazione dell’altro nel nome esclusivo del sé, abituandoci all’esercizio del cinismo e del dubbio, non come portatore di ricerca, ma come immobile frontiera invalicabile che ci priva della possibilità di trovare una risposta dentro noi stessi. Il limite ci pone davanti al Mistero. Fra le innumerevoli smanie di assolutismo, abbiamo smesso di cercare l’Assoluto.

Guido Mazzolini

Il tempo è misura necessaria all’esistenza. Se non ci fosse un “prima” e un “dopo” non esisterebbe la vita così come la conosciamo e tutto resterebbe immobile, statico, perso in un “adesso” senza fine. Sarebbe un universo immutato, nessuna possibilità di evoluzione o involuzione, di aggiustare il tiro o riprovarci. Perciò il tempo è in movimento, è il salto del destino che fa capriole in cielo davanti agli occhi spalancati di un bambino. È un tragitto indispensabile, ma una breve scintilla se paragonato all’infinito.
È strano come l’uomo custodisca in sé il desiderio e il concetto di eternità. Misuriamo il tempo sapendo di portare un sacco bucato sulle spalle, e giorno dopo giorno si svuota. Siamo tutti condannati alla terra, eppure in noi alberga luminosa l’idea dell’eternità, del sempre, del tutto. Una voce sussurra che questa vita non è abbastanza, e ne vogliamo di più, e scrutiamo oltre il tramonto del tempo per intuire una risposta, una luce nuova che possa splendere per sempre.
Guardo il mio gatto, chissà se anche in lui abita lo stesso desiderio, oppure tutta la sua esistenza è concentrata nell’adesso, nel “hic et nunc”, nella luce dell’istante che gli ha regalato la vita. Gli animali non pensano alla morte, e nemmeno misurano il tempo come noi. La vita delle farfalle dura pochi giorni, un moscerino vive meno di 24 ore, chissà, forse percepisce il tempo in modo differente e un minuto della sua esistenza corrisponde a un mese della nostra, e il breve volo dalla finestra al davanzale è per lui un viaggio lunghissimo. Chissà.
A noi la vita è capitata, imperfetta, incompleta. Nessuno l’ha scelta, e ci accontentiamo di quello che c’è, oppure tentiamo voli brevi e azzardiamo ipotesi di cambiamento, mentre il tempo galoppa sui sogni e sulle promesse non mantenute, su ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Non so come andrà, nessuno può saperlo, o forse la mia certezza è questa consapevole voglia di essere per sempre, anche quando non ci sarò, e il tempo avrò girato pagina.
Pensieri gettati sul tavolo, a caso, come si fa con un mazzo di carte o con un tiro di dadi. Elucubrazioni lontane dalla realtà, ma sono convinto che solo dall’alto si possa scorgere la verità delle cose, guardandole nell’insieme, a occhi e cuore ben aperti.

Guido Mazzolini

No, questa non è una crisi di natura economica o sociale, sarebbe una definizione troppo semplice che confonde le conseguenze con la causa. Ciò che stiamo vivendo è il frutto malato di qualcosa ancora più terribile, una crisi etica e morale che riguarda i “valori”, parola così antica che ricordiamo solo in bocca a qualche nonna. Ma la realtà è palese, abbiamo raso al suolo ogni passione, cultura, capacità di autocritica e orgoglio, sdoganando nefandezze insulse, spacciando per diritti quello che in realtà è il semplice capriccio di qualche moccioso. Abbiamo abbattuto il pensiero, in nome di un paradigma unico e autoritario che impedisce la dissidenza. Attraverso un sistematico lavaggio del cervello per uniformare le coscienze, i media sono diventati il braccio del sistema, quello stesso sistema che inocula veleni spacciandoli per ideali “progressisti” e “liberali”. Parole, ci fottono con le parole, ne cambiano il significato e l’essenza. La mistificazione più grande è quella relativa alla libertà, che oggi è diventato un termine abusato e distorto. Quanta strada ancora da fare, abbiamo imboccato un sentiero oscuro e triste. Il relativismo dei valori che lasceremo in eredità alle generazioni future diventerà una delle disgrazie più grandi nella storia di un occidente ormai arrivato al capolinea.

Guido Mazzolini

Lo stupore è appuntito e tagliente, è un bisturi dell’anima che scuce le giunture del silenzio, lasciando entrare un filo di luce. Ti accorgi che è stupido cercare di rinchiudere la vita dentro confini prestabiliti. Ti accorgi che il tempo è una dimensione relativa e appartenente a questa terra, e il viaggio è lo stesso sia per chi lo ha appena cominciato che per chi è giunto all’ultima fermata. È stupido dividere la vita in stagioni, il percorso è uno solo e porta allo stesso traguardo. E la vita circonda ogni viso, e lo inonda di luce e passione. Una vita che ci trova feriti e ci lascia stupiti del poco tempo che abbiamo, della troppa fame e della sete, del seme che cresce e della foglia che cade. Stupiti di essere qui e di essere ora.

Guido Mazzolini

Ai timorosi, ai disattenti, a quelli che temono un ritorno di fiamma tricolore dimenticando che spesso la storia si ripete, ma ogni volta veste forme diverse. Ai nostalgici con gli occhi lucidi, a chi grida al cambiamento, al futuro trionfante e a venti di novità. A chi sogna alzate di testa e improbabili resurrezioni, non più proni, non più servi. Ai trombati e a chi -finalmente- ha trovato un lavoro. State tutti tranquilli, come disse Tancredi nel Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.”

L’Italia s’è destra, Alleluya.

Guido Mazzolini

Difficile prendere posizione, siamo troppo sfiancati e delusi, in attesa di un tempo peggiore del precedente. Guerra, prezzi alle stelle, vita dura ma non per tutti. Di certo l’elezione di un “nuovo” Parlamento consente un tiro di dadi sul tavolo.
Gli ultimi anni hanno dimostrato che è più facile governare quando istilli il veleno del sospetto e della paura. Troppi italiani presi per la gola e una politica scollegata dalla realtà, seduta su scranni dorati, grassa e senza cuore, cinica e protetta da un ombrello europeo che fa acqua da tutte le parti. Un’Europa di promesse non mantenute e di burocrazia che soffoca, stati più sovrani di altri, l’arroganza gallica e teutonica. Tutti disillusi e meno europeisti di un tempo, ma costretti a restarci per paura, traditi da un ideale fallito. E subiamo le altrui decisioni, non più padroni del nostro destino o della capacità di autodeterminarci, ma governati dal soldo straniero e dalle banche. È la fine di un’utopia nata per essere garante di libertà e che oggi si dimostra una condanna. Un’Europa imperatrice, dominatrice, meretrice. Un’Europa che doveva portare a tutti nuova freschezza, ma in realtà puzza di vecchio e di galera.
Democrazia, popolo sovrano e altri luoghi comuni come destra e sinistra, fascismi e comunismi, termini primitivi oggi sostituiti da archetipi più subdoli e striscianti. Non importa. Che sia per tutti un voto in coscienza e non incosciente, scegliendo il programma che maggiormente sostiene i valori non negoziabili, primo su tutti la vita dal concepimento alla morte naturale, poi la famiglia, l’educazione, il lavoro, la sanità. Ma il valore più importante dovrebbe essere la dignità della persona, troppo spesso calpestata, messa dietro il capriccio e il profitto.
Siamo uomini e donne che hanno smarrito l’origine diventando merce di scambio, utili solo quando produttivi e consumatori. Possiamo ribellarci, possiamo uscire da questa logica crudele. Basta volerlo davvero. Pensiamoci, evitando il voto dettato dalla rabbia, o peggio l’astensionismo di chi non ci crede più, occhi bassi e paura del futuro.

Guido Mazzolini

Non fidarti del poeta, scrive di cieli e paradisi mentre mastica illusioni, canta d’amore come di un azzurro sentimento, tutto baci e carezze, sussurri e sospiri. Mente.
L’amore è sangue e dolore, ferite antiche cosparse di sale che dentro te speri non guariranno mai.

Guido Mazzolini

La delusione salta agli occhi. Si insinua, entra. È un grimaldello abile e preciso. È il rischio che corri ogni volta che ti metti davanti a qualcuno. Perché la delusione è un regalo del tuo prossimo, di tanti altri prossimi. Persone come te che non ti hanno capito, non ti hanno visto. Oppure hanno costruito addosso a te ciò che non eri, e la tua delusione ha seguito la loro. E se provassimo a ribaltare lo specchio e ci considerassimo causa della delusione altrui? Chi deluderò oggi? Chiuderò le porte al bisogno e all’allegria, e dove saranno le mie mancanze, in quali pensieri, parole, opere e omissioni? È l’effetto collaterale della delusione, promettiamo ciò che non manterremo e diamo meno di ciò che dovremmo dare. E come sempre, ci aspettiamo troppo dagli altri e nulla da noi stessi. E non ci sono vincitori. Sul campo di battaglia dell’esistenza restiamo tutti a terra.

Guido Mazzolini