Lucifero

Pubblicato: aprile 6, 2013 in Uncategorized
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Lucifero

Non sai niente o forse socraticamente sai di non sapere e vivi immerso in una dimensione quasi onirica, un dormiveglia così reale da poterlo percepire ogni istante.
Pochi minuti prima lei galleggiava accanto a te, aveva gli occhi chiusi e profumava di pesca. Eravate sdraiati sul letto, anonimi e disperati, due corpi forestieri che a mala pena conoscono il nome l’uno dell’altro. C’era una penombra comoda nella stanza e fuori una città addormentata. Tu, reduce di una guerra mai vinta, pallido marinaio che approda su un’isola nuova e scopre lidi sognanti e misteriosi, invece di naufragare in un mare dolce e senza fondo pensavi a qualcosa di spiritoso da dire, inventavi domande su domande e lei senza aprire gli occhi ti diceva di stare zitto.
«Taci. Non parlare. Goditi il momento.»
Aveva ragione.
Certe volte sarebbe meglio non pensare, non immaginare e non giudicare. Basterebbe spegnere la mente, trovare l’interruttore giusto e gustarsi un bicchiere colmo d’oblio. Le hai sfiorato i capelli corti, solo una carezza leggera e per un attimo hai percepito che quella era l’unica cosa giusta da fare; una carezza, un contatto, un eccomi qui, vedi? Accoglimi ora per quello che sono, tienimi stretto. Non farmi andare via.
Lei sta dormendo serena e tu la guardi sognare, appoggiato sul gomito. Ora ti senti come Lucifero, un angelo fuggito dal paradiso.
“Il passo del gambero” (Mjm Editore)

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commenti
  1. Paola ha detto:

    Non parlare e goditi il momento… Ciao.

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