Archivio per aprile, 2013

Seta e osso

Pubblicato: aprile 21, 2013 in poesia
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L’uomo veste sorrisi e compiacimento
una parvenza mobile di complicità illusa,
ondeggia e scivola a piedi caldi
sanguinanti e nudi.
Pianori di rovi ha percorso
dai giorni più lontani
conosce la voce delle stelle
l’ idioma dei sassi e delle piante,
vulcani dentro gli occhi
e petali pallidi di morte rose.
Un tempo gli afferrò le mani un dio geloso
come Golem di buio appeso a un albero,
un fiore sanguinante di dolciastri odori
gelidi artigli nel tempio della notte.

Se il mare avesse un volto somiglierebbe a lui
lo stesso disegno e suono,
qualcosa di etereo che implode e spaventa.
Niente rimorsi o tristezza
il cielo si copre di seta e osso.

(“L’Attimo e l’Essenza” Arduino Sacco Editore)

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Tempo di ombrato mutamento

Pubblicato: aprile 19, 2013 in poesia
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Tempo di ombrato mutamento

Il carogna

Pubblicato: aprile 18, 2013 in poesia
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Il carogna

Le donne che ho avuto

Scrivere poesie…

Pubblicato: aprile 17, 2013 in frasi
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10910Scrivere poesie è voler comunicare un’emozione.
Pura.
Semplice.
Senza fronzoli alcuni e senza eufemismi.
Io credo nel “linguaggio dell’inesprimibile” teorizzato dai romantici, credo cioè che le parole siano in primo luogo suoni evocatori e poi in seguito divengano concetti e idee; il gesto poetico permette di palesare ciò che altrimenti sarebbe impossibile mostrare in altre forme di linguaggio.
Cercherò di spiegarmi meglio.
Terra“.
La pura e semplice parola “terra“.
Qual’è il suo significato?
Posso pensare a un astronauta, un geometra, un marinaio sul pennone più alto della nave, un cimitero. In ogni frangente diverso la parola “terra” ha un altro sapore e assume un’altra forma.
Ecco perché la parola rappresenta un “significare” e non un “significato“.
Ecco perché esiste una “terra” narrativa che si cala in una storia definita, ed una “terra” poetica che invece non richiede nessun sostegno; essa è la somma di tutte le “terre” conosciute e descritte. È un passaporto della fantasia e della creazione.
Chi scrive un romanzo o un racconto condivide una storia per cercare di suscitare emozioni. Tutto nasce dalla storia che l’autore reputa interessante, unica.
La Storia. La Sua Storia.
Per quanto riguarda la poesia è esattamente l’opposto, essa vuole essere sensazione da condividere nel racconto di essa.
Ecco perché chi legge un libro di narrativa si pone fiducioso nelle mani dell’autore, certo che la storia raccontata sarà portatrice di sensazioni uniche e irripetibili.
Io non cerco lettori che si fidino di me. Non avere fiducia in chi scrive poesie. Mai.
Anzi, sono io che metto fiducioso le mie parole nelle mani degli altri, negli occhi e nella testa di chi le vorrà leggere, certo di ricevere in cambio una condivisione piena.
La genesi della poesia prevede inizialmente un’intuizione, romanticamente definita “ispirazione”, un suono che diventi chiave per aprire una porta dell’anima, spalancare un cancello chiuso e divenire come un seme piantato in un terreno fertile.
Dopo l’intuizione iniziale comincia il lavoro della scrittura e non è mai facile descrivere un’emozione, calarla in un linguaggio comprensibile.
Qual è il colore dell’allegria? Penso sia il giallo.
E il colore delle noia? Il grigio? Perché?
E che sapore ha il disinganno?
Descrivilo senza calarlo in una storia, ma raccontando cosa vedi in quella stanza dopo che ne hai aperto la porta e avrai scritto una poesia.
Avrai compiuto un gesto poetico e rivoluzionario.

Qualcuno ti racconterà

Pubblicato: aprile 16, 2013 in frasi
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Qualcuno ti racconterà che non vale la pena sognare, che il sogno è l’anticamera della delusione e la speranza è l’illusione degli idioti. Non crederci. Qualcuno ti racconterà che l’uomo forte va sempre più lontano e la fortezza spesso corrisponde ad una cattiveria malcelata, ti dirà che in natura vige la legge del più furbo e soltanto l’egoista potrà abitare un domani luminoso. Non crederci. Qualcuno ti racconterà che nella vita non esistono i secondi o i terzi posti; nella vita o sei primo o sei nessuno, o tagli il traguardo lasciando tutti dietro oppure sei sconfitto. Ti dirà che la storia si ricorda solo dei vincenti, fossero anche ladri o dittatori assassini di popoli. Non crederci. Qualcuno ti racconterà che ieri era molto meglio di oggi, che una volta era tutto più semplice e più il tempo passa e più tutto diverrà difficile. Non crederci. Ricorda di appoggiare le spalle ad un solido tronco di certezza e, se ce la fai, impara a reggerti in piedi da solo.

caducità

Pubblicato: aprile 15, 2013 in Uncategorized
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caducità

“Il passo del gambero” Mjm Editore.