Graduale

Pubblicato: gennaio 23, 2014 in Uncategorized
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Non ho parole da cantare, musa
del malamore tu non odi il suono
di questo Graduale antico. Come
uomo d’avventura ho traversato
la luce tua verso una stanza scura
e ho sollevato un velo di mestizia
mentre temevo una penombra buona.
Sono colmi gli occhi delle notte
pieni di buio, maliziosi sogni
grandi farfalle colorate e vinte
che stancamente frullano le ali.
Aperti sono i cieli di risposte
che non udiamo più, così deride
l’ambigua percezione del presente
il camminare sghembo del domani.
Avvolta di timore, solitudine
arriva e mi sorprende, non indugia
nemmeno un solo attimo sul mento
ma entra prepotente fra le labbra
lasciando un ghigno breve d’amarezza
e di possesso, come un’ambizione.
Mi stendo tra le ombre di velluto
senza rimorsi o pentimenti tristi,
adesso avrei bisogno solamente
di paradisi troppo a lungo visti
e di riavere quello che ho perduto
per un momento solo, poi più niente.

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commenti
  1. Marco ha detto:

    Non ho parole nemmeno io, stupenda.

    M.

  2. mar52 ha detto:

    Mi piace, ma mi piace ancora di più che piaccia a chi l’ha scritta.

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