Archivio per settembre, 2014

fantoccio grigio

Pubblicato: settembre 30, 2014 in poesia, scrittori, scrittura
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L’uomo partorì l’animale,
mostri spaventosi e moltitudini
che ingenuo plasmò al di fuori
dimentico degli angeli muti
rinchiusi addormentando la coscienza.

Forgiò la guerra e morti innaturali
le spade, i malanni della mente,
creò la fame e la ricchezza a pochi
la dignità da calpestare,
ideologie per occultare il vero.

Smise così di essere miracolo
e diventò lo scuro spettro di sé
uno squallido fantoccio grigio
nelle proprie mani.

(Suoni – Ed. Progetto Cultura)

Suoni

Pubblicato: settembre 27, 2014 in poesia, scrittori, scrittura
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Seta di luce
adularia scheggiata
gettata nel fiume
con l’ultima parte di te
che ancora conservo,
sciupate parole
che hai scritto
versato sul foglio
quand’eri di neve e di gioia
ed ora galleggiano un poco
su quest’acqua scura
e affondano adagio
per sempre
così come noi.

(Suoni)

Vivi

Pubblicato: settembre 26, 2014 in frasi, scrittori, scrittura, Uncategorized
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Vivi ogni giorno come fosse l’ultimo…Perché? Non esiste niente di peggio che vivere con le aspettative di un condannato a morte.
Al contrario, vivi ogni giorno come fosse il primo. Questo sì. Vivi con l’entusiasmo di chi guarda una cosa per le prima volta. Vivi come i bambini, perché per loro tutto è nuovo e da scoprire.

G.M.

felicità

Pubblicato: settembre 26, 2014 in frasi, poesia, scrittori, scrittura
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…c’è la felicità, quella che ti cade in testa quando meno te l’aspetti. E c’è un altro tipo di felicità, quella che costruisci un passo alla volta. Quella che costa fatica. Quella che chiamano serenità.

(G.M.)

Ci sarò

Pubblicato: settembre 22, 2014 in frasi, poesia, scrittori, scrittura
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Ricordati che ci sarò,

nel volo di un gabbiano,

nel germoglio che buca la terra.

Ci sarò nei tuoi capelli,

nell’impronta lasciata sul cuscino.

Dovrai soltanto chiudere gli occhi

e parlarmi nel silenzio,

perché il silenzio è l’unico linguaggio dell’amore.

il bisogno

Pubblicato: settembre 21, 2014 in frasi, poesia, scrittori, scrittura
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Avrei voluto un tempo denso,

paradigma della tua assenza.

Un tempo per urlare al mondo

il bisogno straziante di te.

“Ho sempre pensato all’immutabilità delle cose e a come tutto sia già presente. L’uomo non può creare, ma soltanto assemblare materia già esistente e mutarne la forma. Può trasformare l’albero in un tavolo, il ferro in una vanga, ma niente più. Dal nulla non si può creare il tutto, è un potere che non è stato affidato alle piccole mani dell’uomo. Quindi, dove abitavi prima di esistere? Te lo chiedo sottovoce, c’è davvero un oceano freddo dove riposano le vite prima di essere chiamate al mondo, prima di quell’incontro misterioso di gameti, prima di quella scintilla di luce?”

Disponibile FREE, nel sito dell’autore, un nuovo racconto. “Il miracolo dei girasoli” parla di maternità e paternità, di vita, di figli. Da leggere.