Archivio per novembre, 2014

Siamo insoddisfatti e irritati. Coviamo rabbia come fuoco malamente nascosto dalla cenere. Pensiamo di trovarci qui per caso, pensiamo che il fato ci abbia preso e infilato in una vita incomprensibile, incompleta e insicura. Pochi orizzonti e molte nuvole. A qualcuno va meglio, a qualcuno peggio. Ingiustamente, senza motivazioni. Si tratta di fortuna, qualcuno ne ha di più, qualcuno di meno.
La mancanza di senso permea questa concezione imprecisa dell’esistenza, a tal punto che arriviamo a farci giustizia da soli, attraverso ipocrite convinzioni che mirano ad annichilire l’inquietudine, che in fondo altro non è che un campanello, un segnale che potrebbe spingerci a cercare nuove concezioni e orizzonti più compiuti.

dicotomia

Pubblicato: novembre 23, 2014 in frasi, lettori, libri, poesia, racconti, scrittori, scrittura
Tag:

“Basterebbe afferrare una mano e stringerla, trovare qualcuno che ti sostenga nelle asperità della vita. Rocce aguzze, a volte precipizi altissimi e quanto avremmo bisogno di una presenza rassicurante. Tutto diverrebbe più semplice e meno impossibile.
E se accanto non avessimo nessuno? Nessun sostegno, nessuna mano amica? Dove finirebbero i nostri sogni, precipiterebbero nel baratro?
Ci alziamo in volo, ci proviamo, siamo esseri senzienti e con l’istinto dell’infinito, naturalmente spinti a non vedere una fine al termine della vita. E il cielo ci accompagna. E ride. E canta.
E spesso la dicotomia ci scandalizza. In basso il fango, in alto il cielo. Noi navighiamo nel mezzo, a volte puntando alle stelle come angeli, altre volte raspando nella melma come maiali. Spesso ci accontentiamo del mezzo, abbandonandoci all’oblio e alla stanchezza cronica. Che poi è l’anticamera del nulla.”

A te

Pubblicato: novembre 20, 2014 in frasi, libri, poesia, scrittori, scrittura
Tag:

A te che ascolti la mia voce
distratto dal brusio sottile
e un poco abbassi gli occhi
avvilendo il tedio.
A te che alzi lo sguardo
fissando più lontano
all’orizzonte del tuo tempo.
A te dissimile ed amico
ma differente anima ed ingegno
a te che paghi il pegno
di un divenire tiepido e confuso.
A te che sei l’illuso, sovrano senza regno
che incerto avanza il passo.
A te che costruisci inferni
e minuziose oasi di sereno.

(L’Attimo e l’Essenza)

La vita, questa incognita sorda. Sorride di luce e quando meno te l’aspetti arriva il colpo basso, lo sgambetto della sorte. Il dolore è un accessorio compreso nel mazzo e ce l’hai sulla pelle, dal primo momento, dalla prima boccata di ossigeno che ti brucia i polmoni.
Si vive e si soffre. Qualcuno di più, qualcuno di meno.
Il dolore è uno scandalo incomprensibile e genera la rivolta delle coscienze. Nessuno merita la sofferenza, ma questa colpisce tutti, anche gli innocenti. E non esiste un senso, non c’è. Succede e basta.
A volte è sufficiente questo concetto per farci abbracciare l’oblio e considerare la vita un’anarchica successione casuale di eventi. Tutto capita e senza un motivo. Molto meglio pensare così, meno doloroso e più semplice. Ma la domanda resta sepolta e come un seme porta frutto. Tutto quello che succede genera interrogativi profondi che bruciano nella mente come piccoli fuochi. Ignoriamo la verità, ma continuiamo a cercarla, e quando ci arrendiamo le affibbiamo nomi meschini. Fato, casualità…Destino. Ma che significa? Siamo davvero marionette comandate da un burattinaio talmente idiota e sadico da consegnarci a drammatiche storie di sofferenza? O forse c’è altro, una verità nascosta, un luccichio nel buio, una risposta differente?

il circo

Pubblicato: novembre 14, 2014 in frasi, lettori, libri, poesia, racconti, scrittori
Tag:

“Che malinconia lo spettacolo del circo, il clown con il volto bianco e la lacrima dipinta sulla guancia, la donna più grassa del mondo, i nani che saltellano e ridono.
E i funamboli, impeccabili sul filo, l’equilibrio precario e l’ondeggiare delle braccia.
E Il mago che estrae un coniglio dal cappello e il pubblico che applaude.
E “Venghino venghino signori, vedrete cose che nessun uomo ha mai visto prima!”
Che malinconia lo spettacolo del circo.
Una vita trascorsa mostrando ciò che non si è.
Una vita trascorsa nel tentativo di stupire, dimenticando la gioia di stupirsi.”

Se…

Pubblicato: novembre 9, 2014 in frasi, libri, poesia, racconti, scrittori, scrittura
Tag:

Se il termine della vita fosse definitivo, se la morte avesse l’ultima parola, in fondo l’esistenza sarebbe un bicchiere di carta bucato. Goccia dopo goccia si svuota, perde il suo contenuto e alla fine lo accartocci e lo getti via. Per qualcuno il foro è più grosso di altri e la vita durerà meno. Ognuno di noi ha una data di scadenza, questo è innegabile. E allora quale senso dare al tempo? Quello di una corsa velocissima, da perdere il fiato e poi alla fine tagli un traguardo inesistente e tutto finisce? O forse è meglio fingere di essere eterni, pur sapendo che si tratta di una pietosa bugia? Meglio non guardare la fine, non chiedersi, non indagare, rimanere degli utili idioti, utili a un società che ci vuole consumatori addormentati e manovrabili?

LA RAGIONE DEGLI ALBERI

Pubblicato: novembre 8, 2014 in lettori, libri, scrittori, scrittura
Tag:

Twins Edizioni presenta l’uscita ufficiale di “La ragione degli alberi”, romanzo sentimentale di Guido Mazzolini.

“… Ci sono anime che restano prigioniere in dimensioni di nebbia, ferme al confine tra la vita e l’infinito. Non se ne accorgono, non lo possono sapere. Sono anime che hanno smarrito la strada per tornare a casa. Rimangono immobili, chiuse in un mondo irreale. Sono spaventate e si nutrono di stanchi ricordi.”

Matteo, un uomo che giace in un letto di ospedale, la vita appesa a un filo sempre più fragile. Clelia e il suo amore azzurro, solido al di là di tutto, affamato di futuro, ma sempre più vicino al confine con la disperazione. Giada, fragile e bionda, che lotta per una vita migliore e cerca di cancellare dal viso un’impronta di morte. La montagna immensa, misteriosa custode di inconfessabili segreti, protettrice della vita degli uomini e narratrice di verità nascoste. Uno scultore malinconico che parla con gli alberi e un chitarrista blues ubriaco di sogni. In questa tela variopinta si dipinge la storia del romanzo, fatta d’amore e perseveranza, illusione e rinnovamento. Una storia in cui tutto si amalgama in un unico insieme e niente è ciò che appare. Perché la vita è il sogno più bello. Perché a volte sognare impedisce di vivere. Perché la verità è difficilmente comprensibile e possiede la voce sottile degli alberi. Perché gli alberi hanno sempre ragione.

“L’amore è azzurro. Non può essere rosso, quel colore appartiene a troppe canzoni o a qualche romantica poesia d’appendice. È azzurro come il cielo dopo un temporale, tenue e screziato di bianco, terso e splendente di luce. Azzurro è lo sguardo buono di una persona amica, è l’acqua di un fiume che irrora la terra e la feconda. Azzurro è il colore della camicia che indossava quel ragazzo con l’orecchino, un cioccolatino nella mano e una margherita nell’altra.”
Guido Mazzolini nasce a Cremona. Bilancia senza sapere di esserlo, purista, integralista e minimalista, respira nebbie fitte, afa padana e pianeggianti sensazioni. Perennemente confuso e atarassico, ingordo e paziente, mastica parole convinto che l’espressione sia magia concessa agli esseri umani per potersi elevare e somigliare agli Dei. Pesante e immobile, ma leggiadro e decadente quanto basta, si esprime come sa e come gli è stato concesso da un cinico fato. Non esistono punti fermi nel suo scrivere, solo zattere di comprensione in balia di un oceano agitato e onde altissime che conducono verso lidi sconosciuti. Musicista per vocazione e narratore per forza, insegue il “linguaggio dell’inesprimibile” teorizzato dai romantici, fatto di sensazioni e intuizioni che solo parole non convenzionalmente espresse riescono a palesare. La musica è l’arte di combinare i suoni, scrivere è l’arte di combinare le parole, entrambi così simili a un sublime artigianato; la narrativa è il racconto di una storia, mentre la poesia è la genesi di un’emozione antica, nata ancor prima della scrittura, insita nel simbolismo dei geroglifici e dei graffiti che hanno dato vita a mitologie e divinità. Per questo crede nel verbo espresso come valore supremo, dal vagito del neonato fino al rantolo ultimo del moribondo. Ci crede e lo vuole fortemente, lo sente scorrere nelle vene più del sangue, possiede un proprio odore inafferrabile ed evoca consapevolezze diverse, lo può toccare, ingoiare e respirare ogni istante. Ha al suo attivo pubblicazioni di sillogi poetiche e romanzi, oltre a numerose comparse in antologie e partecipazioni a concorsi letterari nei quali, suo malgrado, ha ottenuto dignitose soddisfazioni.

Nel novembre 2014 pubblica il romanzo sentimentale La ragione degli alberi con Twins Edizioni.