Archivio per giugno, 2015

Dopo aver terminato la lettura di “La ragione degli alberi”, ci sentiamo di condividere le emozioni, le aspettative… insomma, tutto quello che ci ha colpito di questo romanzo. Brevemente la storia: Spirito, il protagonista, vive in montagna e fa lo scultore. Intaglia il legno ed è molto bravo. È un uomo molto chiuso che ama la solitudine e considera pericolosa ogni relazione. Il suo unico amico è Bicio, un chitarrista blues che gestisce l’unica locanda del paese. E questa è la prima storia. Infatti nella vicenda di Spirito si unisce quella di Clelia e Giada, due donne diverse che attraversano un periodo molto doloroso della vita. La prima veglia il marito Matteo, rimasto in coma dopo un incidente motociclistico,è ricoverato a Villa Paradiso, una struttura sanitaria che ospita le persone in coma. Giada invece è rimasta orfana molto giovane e combatte contro una depressione che sembra avvelenare la sua vita.

Quindi il romanzo è la somma di tre storie molte diverse. Fin dalle prime pagine ci siamo chieste come avrebbero potuto collimare queste tre vite, queste tre narrazioni differenti. In pratica, cosa avevano in comune? Ovviamente il finale ha reso possibile la coabitazione di queste storie e ha risposto esaurientemente alla nostra domanda. In questo libro niente è come sembra e tutto assume una dimensione sorprendente. Non possiamo dire di più della trama.

Il nostro parere di lettrici accanite, nonché estimatrici dell’autore è positivo. La narrazione di Guido Mazzolini corre veloce come sempre, alternando momenti di rara poesia a pagine più crude. Una cosa non ha convinto, l’uso di stili differenti che differenziano le atmosfere e le narrazioni delle storie. La collocazione temporale, infatti, (Spirito nel passato, Clelia e Giada nel presente) è più che sufficiente, per evitare di uniformare le storie. Ma questa è la nostra modestissima opinione che non si permette di scavalcare la scelta stilistica dell’autore.

La scrittura di Mazzolini è un’altalena. Spazia dal cielo alla terra, dalla crudezza alla tenerezza. È questa una caratteristica dell’autore, un marchio stilistico riscontrato anche ne “Il passo del gambero”. Il confine tra narrativa e poesia è spesso molto labile; l’uso di analogie e metafore ardite, la ricercatezza dei vocaboli, l’attenzione ai personaggi e ai dialoghi, rendono “La ragione degli alberi” un romanzo davvero notevole, che consigliamo a tutti.

Elena & Paola

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Non smettere di camminare.
A volte anche le strade sbagliate portano nel posto giusto.

Natura.

Pubblicato: giugno 19, 2015 in frasi, lettori, libri, racconti, scrittori, scrittura
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Libertà, istinto, natura. Sono libero quando mi è concesso agire e fare come meglio credo. Siamo di fronte a un’idea di libertà distorta e ridotta a pura opinione personale. Ciò che sento è ciò che sono; ciò che sono è un valore da difendere. Questo assurdo dualismo distrugge la vera natura insita nell’uomo e lo rende schiavo di un istinto che trasforma tutti in poveri animali da soma, pronti a trainare ogni tipo di ideologia, servi del consumo e del potere che in ogni epoca stabilisce quali debbano essere i valori più convenienti. Oggi si vuole insegnare che ogni cosa è istinto e come tale è opinabile, arrivando all’estrema imbecillità che chiunque detiene il diritto di contestare la propria natura, perché l’uomo è soltanto ciò che desidera e crede di volere.
Siamo pronti a gridare allo scandalo quando si inquina l’ambiente o si versa petrolio nel mare, ma non ci accorgiamo di come stiano cercando di inquinare il nostro pensiero, instillando logiche contraddittorie e meschine. Questa visione di “uomo-desiderio” è molto pericolosa. Ognuno diviene un soggetto da trasformare in oggetto, libero di omologarsi a un concetto di umanità che ci vuole tutti uguali. Così si perde la Verità, così si perde la scoperta e il dono di essere creatura. Così l’uomo rinnega se stesso.

Riporto qualche riflessione sul tema. Gradirei condividerle con voi e, magari, sentire anche cosa ne pensate. Grazie!

Ma quale civiltà, ma quale progresso? Nella “modernissima” Svezia, presa come esempio da altri paesi “illuminati”, la scuola insegna ai bambini che esiste il maschile, il femminile e il neutro. In pratica, essere “lui” o “lei” non è deciso dalla natura, ma è una condizione interscambiabile e assolutamente aleatoria, una semplice decisione culturale da assumere col tempo e in piena libertà. Nasco maschio, sì, ma solo genitalmente. Nulla può impedirmi di navigare verso la sessualità opposta, in piena libertà e civiltà. Ma quale libertà, ma quale civiltà? Come si può affermare che essere maschio o femmina sia un semplice accessorio modificabile? Un bambino nasce da un uomo e da una donna. Oggi sembra quasi superfluo ricordarlo, ma in un futuro non troppo lontano questa divisione di ruoli rischierà di essere considerata un retaggio medioevale. Si vogliono abolire i significati delle parole. Non più “papà” o “mamma”, ma “genitore 1” e “genitore 2”. Quanta confusione, quanta brodaglia insipida e incoerente che sta per piovere addosso a tutti noi. Si vuole inculcare l’idea di una indifferenziazione sessuale, di una aberrante omologazione tra maschile e femminile. Ma quale civiltà? Ma quale libertà? È solo una grande, terribile mistificazione. “Lui” e “lei” non sono modificabili. Maschio non è uguale a femmina e non si può decidere se essere l’uno o l’altro. Si nasce maschi o femmine e lo si resta per tutta la vita. Non c’è chirurgia o menzogna culturale in grado di modificare questo. Un bimbo non nasce da due papà, e tanto meno da due mamme. Lo sappiamo bene, e lo sanno anche i folli che promuovono e promulgano questa bugia, perché anche loro sono nati da una maschio e da una femmina. Illusi, menzogneri. Cattivi maestri che salgono in cattedra, privi di verità e di pudore.

Scarso

Pubblicato: giugno 10, 2015 in lettori, libri, poesia, scrittori, scrittura
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Scarso. Io chiedo risposta
al tendere netto del corpo
al suo vagheggiare canzoni,
velate menzogne. Non credermi
piccola tana, rifugio
di sogni. Desidero questo:
un forte svuotare le membra
ed essere acqua che danza.
Altro non chiedo
nulla più breve
d’una eterna sembianza.

La natura

Pubblicato: giugno 2, 2015 in frasi, lettori, libri, scrittori, scrittura
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Esiste una natura che con le proprie leggi governa l’universo.
La natura insegna che qualsiasi cosa lanceremo verso l’alto prima o poi tornerà a terra. Oppure insegna che non possiamo vivere senza respirare, senza mangiare o bere.
La natura insegna anche che i figli nascono da un maschio e da una femmina. E non sono un diritto. Sono un dono.