Archivio per luglio, 2015

Ti riconoscerò
tra la solita gente
che accalca le strade
la folla stremata che inutile
vaga stamane
saprò che sei tu
porterai un cappello di cielo
guanti di trine
e tante buone intenzioni
io appoggiato a quel muro di calce
le mani in tasca lasciate
a pesare gli inverni più lunghi
ti riconoscerò
perché sei il mio destino
o perché non esiste destino
cieca predestinazione
nient’altro che flebili lampi
e casuali occasioni
avrai il profumo della mia infanzia
di un posto sicuro
avrai il sapore più dolce
di neve e di acqua salata
ti riconoscerò
quando portando le mani al tuo viso
vacillerà dubbio un respiro
per un attimo solo.

I figli sono il dono della Vita, generati da un uomo e da una donna.E non potrebbe essere altrimenti. Le parole sono importanti, essenziali. Essere “genitori” significa avere la capacità di generare. Ecco perché un figlio ha bisogno di una madre e di un padre, non solo per essere generato biologicamente, ma per essere generato ogni giorno, fino a quando sarà in grado di farlo da solo.
Non può essere diversamente.
Fatevene una ragione.

Donna, dove sei? Il modello proposto dai media è davvero ridicolo. Si passa dalla femmina fatalissima e sensuale a quella androgina e incattivita. Dalla “donna con le tette” alla “donna con le palle”…
Ebbene sì, sono questi i due principali stereotipi nei quali si cerca di rinchiudere l’universo femminile. Da un parte l’oggetto del desiderio dei maschi, dall’altra la donna che può fare a meno di tutto. E in mezzo a questi due ridicoli opposti ci sono le donne reali. Quelle che non si collocano in un genere, quelle che non seguono le mode. Le donne vere. Le donne e basta.

La parola

Pubblicato: luglio 4, 2015 in frasi, lettori, libri, poesia, racconti, scrittori, scrittura
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La parola scritta realizza un sogno, ipotizza un desiderio, racchiude un’angoscia.
La parola scritta rimane, non importa dove.