malinconico blues

Pubblicato: settembre 4, 2015 in frasi, lettori, libri, poesia, racconti, scrittori, scrittura
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“…Cerchi di assaporare il gusto inebriante della libertà ora che non c’è più. Ora che sei perduto per sempre dentro altre dimensioni incompatibili. Ora che hai deciso di chiudere il cancello e di sciogliere l’inscioglibile. Ora che la tua vita è cambiata e percorri altre strade sterrate e insicure.
La radio trasmette musica jazz soffusa. Riconosci Bill Evans, un pianoforte ruffiano e delicato che strofina di candido blues un misolidio sublime quasi volesse spogliarlo con le unghie.
Ti manca, sì.
Ti manca saperti suo come un gatto, come un paio di scarpe bianche o un oggetto lasciato da qualche parte ma comunque suo. Ti manca saperla qui nel presente, anche se vorresti cacciarla dall’angolo di cervello in cui abita, sfrattarla per sempre a calci nel culo e fare come chi riesce veramente a girare pagina una volta per tutte.
Sei libero e sei quello che ti pare perché quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Per questo non ti alzi dal letto e rimani nell’inciso malinconico di un blues chiamato ricordo come chi cavalca sprezzante le onde mentre in realtà vorrebbe andare a fondo.”

(Il passo del gambero – Guido Mazzolini)

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