Archivio per febbraio, 2016

Mi nascondo per difendere un segreto e perché oggi, nella civiltà dell’apparire, avere pudore è diventato un atto d’incivile rivoluzione.

(Guido Mazzolini)

Le parole strillano, s’impiccano, sussurrano, strepitano e sono fanfare d’argento, pulviscoli, onde sommerse e oscillare di rami, la sabbia di un tempo che scorre e pistola, coltello, mannaia, e piuma e carezza e parole, parole, parole.
Non fidarti di loro, le ascolti e al momento sembrano essere nulla, ma entrano in testa e prendono possesso dei tuoi desideri, anche se non lo vuoi, anche se non te ne accorgi.

Te lo chiedi adesso che siete così lontani, separati l’uno dall’altra per sempre, due destini diversi e apparentemente incompatibili che si sono mescolati per un attimo solo. Coca e rum, una volta mischiati per bene e girati con cura nel bicchiere come puoi pretendere che ritornino divisi, magari in due bottiglie differenti?

Mi trovi nel profondo, dove batte il cuore e scivola il pensiero.
Mi trovi dove smetti di cercare, come una chiave ben nascosta sotto lo zerbino del ricordo.

Guido Mazzolini

Per quanto ne so, amare è difficile. Meglio allora raccontarsi ipotesi edulcorate di sentimenti vicini all’immaginazione, oppure bieche gratificazioni di egoismi spacciati per diritti. Striscia ambigua l’idea che amare sia prendere e pretendere. Amo quando ciò che amo mi rende felice. Ma questo è un misero pupazzo che rappresenta l’istinto di possedere qualcosa o qualcuno: non è amore, è una rapina spacciata per amore. E il fallimento è alle porte, perché nessuno è in grado di soddisfare i nostri bisogni, nessuno può regalarci la felicità. Così cominciamo a prendere ma non ci basta, arranchiamo, annaspiamo, e l’insoddisfazione arriva.
Se vuoi misurare la tua capacità d’amare, domandati quanto sei felice. Più ami nel modo giusto, più lo sarai. Guarda negli occhi una persona che ama davvero, vedrai una luce che non si spegne. Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, questo nome dice poco, lo so. Madre Teresa di Calcutta, questo invece dice tanto. Ecco, Madre Teresa era una donna felice, te ne accorgi dal suo sguardo, da quella luce negli occhi. Felice pur nelle difficoltà, nella miseria, nel dolore della continua ricerca di un Dio troppo spesso silenzioso. Felice perché non desiderava prendere, ma soltanto dare. Non era il rapitore, ma la rapita. Rapita dal bisogno d’amore di un’umanità disperata, rapita dal desiderio di spendersi in nome dell’Amore, quello con la “a” maiuscola.
Non aggiungo altro, preferisco restare in silenzio a fissare questa immagine, gli occhi che splendono, le rughe e lo stupore, l’offerta di una vita diventata cielo e luce. Mi attraversa un brivido e ho la sensazione di trovarmi di fronte a un miracolo.

(Guido Mazzolini)

Dei

Pubblicato: febbraio 5, 2016 in frasi, lettori, libri, poesia, racconti, scrittori, scrittura, Uncategorized
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Quando ti alzerai di scatto e te ne andrai spietata, lasciando alle tue spalle un’immagine sbiadita, ricorda che per noi Zeus forgiò i fulmini, Poseidone soffiò tempeste, Ares scatenò guerre, Efesto creò il fuoco. Ricorda che di noi cantarono gli dei, e tutti loro invidiarono la nostra felicità.

Guido Mazzolini

Mi vergogno.
Non smetto l’istinto di sognarti.

Guido Mazzolini