Archivio per Mag, 2016

La penombra mi consola e nella stanza c’è profumo di pace. È il mio mondo, la mia vita, il mio essere qui con una vecchia scatola appoggiata sulle ginocchia. Quante cianfrusaglie, lettere ricevute o mai spedite, i nastri che portavo tra i capelli quando ero bambina, il diario chiuso con un piccolo lucchetto argentato e la chiave nel portagioie di opale..

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Ti guarderei con più attenzione
senza la fretta del rapitore,
con fragile ingenuità
mentre raccogli stelle
distesa sul mare nostro di papaveri
dove affondano i sogni
nel ventre della notte
e poserei le mani stanche
sui tuoi fianchi d’alabastro
con la delicatezza cieca
di chi sfiora un monile prezioso.
Osserverei attentamente
le ombre che disegna
la luna sul tuo viso
cercherei di conoscerle
una dopo l’altra
e apprezzerei il tuo odore
quell’impronta lieve di fiori
abbandonati in un cassetto.
Appoggerei l’orecchio sulla gola
per udire il tuo respiro,
il gesto delle labbra quando preghi
e quello delle dita quando godi.

(Guido Mazzolini)

Inutile il rimorso di un amore andato
fuggito, selvatico,
è tempo sottratto all’esistenza vera
quella che morde ai fianchi e strepita
e s’agita brusca e affilata.
Meglio fingere spocchia e noncuranza
ubriacarsi di strepiti e allegria,
meglio scordare la cupa ricerca
di luce che scivola e disperata chiama.

Ci vuole forza per lasciare andare, è più facile cercare di trattenere fino a farsi male. Ma il vero coraggio è capire quando è arrivato il momento di aprire le mani e affidare il presente ai ricordi.

(Guido Mazzolini)