Archivio per novembre, 2016

È uno scrigno chiuso il tuo pensiero, colmo di magie e strane stagioni.

(Guido Mazzolini)

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La poesia va oltre la parola e il silenzio, il pensiero e l’azione. Traccia un’iperbole di luce che supera ogni confine. Esagerare, superare, andare oltre; ecco il significato nascosto della poesia. Almeno secondo me.

Guido Mazzolini

C’è un posto vuoto, un’assenza che attende di essere colmata. È il bisogno di senso e di ciò che siamo realmente, noi troppo spesso coperti da maschere talmente sottili da essere tutt’uno col volto. Ci guardiamo allo specchio senza riconoscerci, aspettando tempi migliori. Ipotizziamo futuri. Quasi mai presenti, quasi mai consapevoli.

(Guido Mazzolini)

Si chiuda il circo, tacciano i media, scendano i sipari e incomincino finalmente le danze. Ha vinto Donald Trump e non importa che meriti o non meriti lo scranno più alto nel palazzo del mondo; in ogni caso ha vinto la democrazia, quel sistema antico che affida al popolo la capacità di decidere da chi essere governato. Lo stupore è tangibile, sbigottiti i grandi elettori, i sublimi politologi, gli intellettuali del pensiero unico già pronti a riempirsi la bocca e a applaudire alla vincitrice Hillary Clinton, così sicura e sorridente. Hillary, i suoi segreti e gli scandali, un marito bonaccione e saxofonista, Hillary e il suo femminismo così troppo sbandierato da farla apparire come un omuncolo in tailleur. Tante parole e previsioni in una battaglia mediatica di un’informazione già schierata, ma di tutto ciò resterà ben poco. Alla fine della giostra è il voto che conta, quel semplice pezzo di carta finito in un’urna, quella croce a matita che indica un nome. E il popolo ha deciso, nel bene e nel male. Mai come questa volta il voto USA dichiara un desiderio di cambiamento. È al bando un’ideologia, quella di Hillary, Obama e dei loro valori oscillanti tra buonismo, mondialismo, accoglienza a oltranza e vari capricci sbandierati come diritti. È una sinistra ripulita che ha tolto la tuta da meccanico per indossare giacca e cravatta. È una sinistra che sguazza nel denaro e negli inciuci, che ciancia di novità e futuro pur restando irremovibile e granitica.
La misura è colma, Trump ha messo al tappeto ogni avversario, ogni scandalo e ogni diceria. Ha sbaragliato un sistema che ha cambiato l’America in peggio, rendendola una pallida ombra di ciò che rappresentava. Un voto dettato dal malcontento e dalla rabbia di chi si è sentito tradito da rappresentanti del popolo che hanno deluso gli elettori, non pensando ai bisogni reali del Paese.
Ora restiamo a guardare, non possiamo fare altro e non è detto che il cambiamento sia sempre positivo o fautore di bene. C’è bisogno di un umanesimo nuovo che riporti al centro valori diventati così lontani da aver perso ogni attrattiva e non è detto che Trump realizzerà queste aspettative, come si dice in questi casi: chi vivrà vedrà. Basta, mi fermo qui, meglio aprire le braccia e volare più in alto, nei cieli della poesia, delle parole al vento, dell’espressione che scava per rivelare noi stessi. C’è bisogno dell’uomo prima di tutto, dell’uomo e della verità che rappresenta. Come sempre è in gioco la libertà di essere, è in gioco la libertà di vivere.

Guido Mazzolini

 

Ci sono cose che esplodono e vanno in pezzi,

senza fare rumore.

Le stelle, ad esempio.

E il cuore.

(Guido Mazzolini)

 

“Viva l’italia, l’Italia che resiste.” Quanti anni passati da quando Francesco De Gregori intonava questi versi. Era il 1979, il paese si affacciava ai gloriosi anni ‘80, zeppi di aspettative e di voglia di futuro. Eravamo tutti più giovani e pronti alla lotta. Oggi, 37 anni dopo, l’Italia resiste un po’ meno, in preda a ideologie antiuomo e a europeismi globali che a poco servono, se non a confondere le identità e a far trionfare il dio denaro. Perché, sia chiaro, le chiese crollano e non solo metaforicamente, ma con esse crollano anche le fedi e i sogni. Non crediamo a nulla, nel tentativo ingenuo di allontanare l’idea stessa di Dio, ma – come diceva il grande Chesterton – quando smetti di credere in Dio, cominci a credere a tutto. Ecco allora che sull’altare del progresso s’innalza un vitello d’oro potente e arrogante. È il dio denaro, il soldo e il business al centro di ogni cosa. E viene prima di tutto, e viene prima dell’uomo con tutto ciò che ne segue. Ecco che, se non produci ricchezza, la tua utilità sociale è pari a zero. Ecco che se sei bambino, o vecchio, conti pochissimo. Se sei feto o immobile in un letto ancora meno. La vita viene messa da parte sistematicamente, in nome di ideali beceri e imposti dal mercato. Stiamo costruendo una civiltà senza Dio, stiamo costruendo una civiltà contro l’uomo.

Guido Mazzolini

Chi teme la paura non perdonerà l’ingiuria
sognando un’implorata redenzione
di opere e intenzioni.
Ognuno è un sé stesso diffidente
inficiato da alibi molteplici
perciò la mia parola è ragnatela spessa
ruvida tela consunta
polvere e passione dalla mia bocca,
è timpano sfondato che risuona
cetra di piombo che dondola tra i rami
scritta nei momenti di gioia e noncuranza
in una stanza quando arriva sera.
Io, denso di attimi,
sono tempo e illusione.
Io, in ogni istante desolato.

Guido Mazzolini