I ricordi pesanti occupano il cervello e scendono in fretta fino alla gola, intasano le arterie e arrivano al cuore. È la voce sommessa di chi non c’è, di chi è andato, partito, finito. È un luogo ormai chiuso, uno spiazzo di cielo bruciato. Ma ne valeva davvero la pena? Pesa quell’allegria che ora paghiamo con il rimpianto. Era meglio parlare, urlare, dire quello che pensavamo tutto d’un fiato, quando il tempo scorreva liscio e i minuti erano preziosi. Ma quante stanze abbiamo chiuso, quanti ricordi imprigionati, serrati. Meglio la rabbia, oppure meglio essere grati per quel tempo di gioia che non c’è più?

Guido Mazzolini

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commenti
  1. magicamente73 ha detto:

    Meglio la gioia. La rabbia non serve. Io sono gran maestra di rabbia repressa.. mai stata utile

  2. Rain ha detto:

    Ho sempre avuto un rapporto nostalgico col passato, ma non è un buon modo di godere del presente

  3. Buongiorno AnimA!E magico Week-End a tutti!! In ogni infinita espressione tra colore ed emozioni senza fine dallo stesso punto luce dove creiamo il personale infinito Universo ❤ ❤ ❤

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