Vincent Lambert è morto dopo un’agonia di 8 giorni senza cibo e senza acqua, è morto di sete e di fame, la sua vita è stata considerata indegna e insopportabile, ma insopportabile per chi? Di certo per il tribunale francese che ha decretato questa condanna, di certo per la modernissima Europa, sempre più nichilista e necrofila. Vincent come Charlie, Alfie, e tante altre vittime che non sono state illuminate dai riflettori dei media, e di loro non sapremo nulla.
Troppi silenzi su questa vicenda, silenzi complici e colpevoli, soprattutto da parte di chi avrebbe dovuto difendere la vita e oggi si nasconde dietro a un tweet meschino e ruffiano. Vergogna. Vergogna.
La verità va difesa col sangue e la rivolta, con la spada e alzando la voce. La verità è la prima forma di carità.

dalla pagina FB di Guido Mazzolini

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commenti
  1. faccamerika ha detto:

    cioè sei contrario all’eutanasia? io no. lo scandalo è che lo abbiano fatto morire di sete e fame quando sarebbe bastata un’iniezione.

    • abdensarly ha detto:

      Io mi chiamo Elena, a istinto sono contraria. Grazie del tuo commento. Ciao.

      • Nicola Grella ha detto:

        Non è un tema da trattare con l’istinto. E trattandolo con la ragione, mi chiedo quale diritto si abbia, quale esperienza della sofferenza si possegga, per farsi arbitro del destino altrui

        • abdensarly ha detto:

          Appunto, per questo sono contraria, e non serve la ragione, basta l’istinto. Ciao!

          • Nicola Grella ha detto:

            Appunto cosa? Scrivi “appunto” e dici che sei contraria. Le due cose non sono logicamente compatibili, e sono incoerenti anche volendo lasciar perdere la lingua italiana e la sua comprensione, optando per un approccio istintivo alla lingua. Il risultato che ne traggo è che tu sia se non altro assai confusa, se non dall’eutanasia, dalla lingua italiana. Non amo perdere tempo, meno ancora chi me lo fa perdere. Ciao

          • abdensarly ha detto:

            Mamma mia Nicola Grella, ma quanto sei antipatico, quanto livore, datti una calmata che la vita è bella. Sorridi! Ti voglio bene.

  2. Nicola Grella ha detto:

    Livore? Tu pretendi di dettar legge nella vita altrui, d’istinto (questo il significato delle tue parole), e io sarei livoroso. Quando una persona si propone pubblicamente dovrebbe usare una certa misura di cautela, nella costruzione del ragionamento e nella sua espressione. E accettare le critiche. Lo spazio per i commenti servono a quello. Sorrisi? Se penso a quanto male abbiano fatto approcci e parole come le tue a persone come DJ Fabo non vedo di cosa si possa sorridere. Per i sorrisi parliamo di fatti più leggeri della sofferenza degli altri. Quella merita rispetto, non sorrisi

    • abdensarly ha detto:

      Io non pretendo nulla. Senti Nicola Grella, ti qualifichi da solo per come ti poni nei confronti di una donna. Non ami perdere tempo, ricordi? Non farne perdere neppure a me. Un bacio, quello non si nega a nessuno!

      • Nicola Grella ha detto:

        Considerato il tenore della tua ultima risposta, due minuti li perdo. Io penso che la cavalleria è quasi connaturale alla mia generazione, e ancor più a quelle precedenti. Oggi non so. Immagino che molto dipende dall’educazione, e molto da una emancipazione che se non del tutto compiuta, rende certi modi un po’ datati. Chi manda più fiori? Chi scrive lettere? Chi apre la porta alla donna quando sale in auto, o quando esce da un locale? Chi sposta la sedia al ristorante aspettando che sia la donna ad accomodarsi per prima? Credo che siano attenzioni che facciano ancora piacere quando si ha l’educazione per notarli, ma sempre più rari, travolti da una comunicazione che ha perso la lentezza della gentilezza a vantaggio dell’immediatezza. E ciò che non ha durata non dura. Insomma, non penso che non sappia essere gentile. Ma la gentilezza riguarda i rapporti tra un uomo e una donna, la metafisica del sesso. Se ti proponi in quanto cittadina, in quanto scrittrice, poeta, fotografa, o collega di lavoro, magari sommando scemenze all’ignoranza funzionale, o limitandotiad una fretta che mal si concilia con la coerenza e la bellezza, poi non puoi tirare in ballo la mancanza di cavalleria nell’auspicio di un tempo passato in cui giravo solo nell’Eden con una costola in più. Se non di disonestà intellettuale, di una debolezza dell’intelletto che mischia le cose per sottrarsi ad una risposta, è segno di una emancipazione non ancora compiuta. La cavalleria non serve a sostituire la grammatica, la logica, la matematica, la fisica. Serve ai baci? No. I baci, come la stima, sono una cosa seria. Io li nego a molti. L’educazione è altro. A quella basta l’augurio di una Buona giornata

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