Un celeste divenire

Pubblicato: gennaio 5, 2020 in anima, citazioni, editori, erotismo, frasi, letteratura, lettori, libri, poesia, racconti, scrittori, scrittura, Uncategorized
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…Ci adattammo uno all’essenza dell’altro. I giorni scivolavano senza fatica, aumentando la sensazione di avere raggiunto una normalità appagante. Pensai a noi come a una vera famiglia, tre persone che vivono sotto lo stesso tetto, che dividono un tavolo e un bagno.
Claudia lavorava molto e rientrava nel tardo pomeriggio. Odorava di polvere e solventi, trovava sempre la forza per sorridere e illuminare le nostre giornate. Sofia accettò i cambiamenti con una maturità sorprendente. Scelse di frequentare il liceo classico. Usciva alla mattina, carica di libri e quaderni, saliva su un autobus e veniva inghiottita dalla città. Qualche volta l’accompagnavo e andavo a prenderla. Lei mi vedeva all’uscita di scuola e correva, scendeva le scale due gradini alla volta, persa in un branco di ragazzi urlanti e uguali.
Nel pomeriggio Sofia restava in camera a studiare, oppure invitava amici e arrivavano voci da lontano, frasi in latino, musica e risate. Io al pianoforte, tra lezioni e spartiti, libri e allievi, fogli, matite, i resti della gomma infilati tra i tasti. Ognuno rispettava gli spazi dell’altro. A volte la vedevo attraversare la sala per andare in cucina a bere un bicchiere d’acqua, trascinava i piedi dentro grosse pantofole pelose, mi salutava con un sorriso. Qualche minuto e ritornava con un sacchetto di patatine in mano, lo stesso sorriso, la stessa leggerezza. E non avevamo bisogno di altro. Saperci sotto lo stesso tetto regalava a entrambi una sensazione buona, la vicinanza consapevole era sufficiente per sentirci al sicuro.
A volte lei e Claudia mi accompagnavano nei locali e per me era un’emozione grande vederle sedute al tavolo. Saperle tra il pubblico mi restituiva l’emozione dell’inizio, quando io e Cisco calcavamo le scene per la prima volta. Le guardavo, alzavo gli occhi dalla tastiera e Sofia faceva un cenno con la mano, un saluto timido per comunicare la sua presenza. Era accanto a me e ascoltava la mia musica, rispondevo con un sorriso e mi sentivo felice.

Un celeste divenire è un romanzo di Guido Mazzolini e lo puoi trovare qui

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