Le tue mani di luna e artiglio, di spazio e confine,
le mani tue recinto e tegola, vortice e tagliola,
mani di serpente e falco,
chiuse al tramonto
che solo io possa cercarle,
sfiorare il gioco delle nocche esangui
mani di bambino generoso
di corse e di rincorse, mani che saziano
incollate alle mie come pagine di un libro
distratte, ferite da un ricordo andato
da un graffio sul muro, da un’ombra
mani di galera e di espedienti,
smarrite nella maturità di una stagione
queste mani che avvolgi d’allegrezza
e sfiori e stringi, nel tempo mio di vetro e sabbia
la tua bellezza inquieta
di sangue sparso e rose.

Guido Mazzolini

commenti
  1. Federico Cinti ha detto:

    L’immagine iniziale delle mani di luna e di artiglio e a dir poco folgorante! Il susseguirsi poi di espressione ossimori che non fanno che dare l’idea di due poli opposti che si attraggono inesorabilmente. Il tutto si scioglie nell’immagine del bambino. Poesia molto suggestiva…

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