Accade che un giorno ti guardi allo specchio e non sei più tu. Osservi la fronte più ampia, il pozzo più scuro degli occhi, ti soffermi sull’intreccio sottile di rughe. Capisci di essere solo, non di esserlo diventato ma di esserlo stato da sempre. Si nasce e si muore soli, due eventi grandiosi con un unico protagonista e tra questi si evolve la vita che spesso è un monologo contraddittorio nel continuo tentativo di ovviare alla solitudine, un cercare di uscire da questa realtà intrinseca. Si tendono mani, si trovano occhi, si ascoltano voci, tutto per sentirsi meno perduti. L’errore più grande è voler mettere la propria felicità nelle mani di un altro. L’errore più grande è illudersi di non essere soli.

Guido Mazzolini

commenti
  1. poesiesmarrite ha detto:

    Davvero siamo così soli?

  2. Antartica ha detto:

    Sì, accade…
    Molto, molto bella questa riflessione. 🙂

  3. wwayne ha detto:

    Concordo in pieno con Antartica! 🙂

  4. Nonna Pitilla ha detto:

    Ho letto tutto bellissimo

  5. Federico Cinti ha detto:

    In effetti pare una continua oscillazione tra il tutto e il nulla, tra l’alfa e l’omega. Scoprirsi soli o essere fatti per gli altri? Eterno dilemma da sciogliere, sfida da accettare per non essere sconfitti a tavolino.
    Grazie di queste riflessioni così profonde.

  6. almerighi ha detto:

    è semplicemente un altro TU

  7. Pedro Signor ha detto:

    Un vero e proprio teatro con un unico protagonista e tante comparse…ad ognuno la propria maschera…Grazie!

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