Chiusi la telefonata, presi una bottiglia di vino e riempii un bicchiere. Ne assaporai lentamente il gusto acidulo, a occhi chiusi, seduto in poltrona. Patrizia era rientrata da poco. Come sempre mi raccontò gli avvenimenti della giornata. La osservai di striscio, era bella e inconsistente. Ascoltavo, ma la sua voce arrivava da lontano, era un suono smorzato che percepivo appena. Pensavo a Claudia e a ciò che il tempo aveva tentato di portarmi via, seppellendolo sotto tonnellate di normalità. Invano.

Guido Mazzolini

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