Lascio questa città inquieta
nel divenire di un’alba metallica
rosso corallo e sangue
sparso all’orizzonte.
La strada non chiede risposte,
offre soltanto le sue cosce schiuse
gelido rifugio per poveri passi
che portano via la tristezza
e lavano il volto di nuovo.
C’è un viola acceso nel cielo,
è questa la mia casa
il viaggio è il mio paese
e lascio una realtà che non mi trova,
un cenno che più non chiede il mio nome.
Io t’appartengo Vita, decifrata
dagli occhi ciechi del mio tempo,
trattenuta dalle calde mani della notte
da questo desiderio di partire
abbandonare il conosciuto e certo
per ritrovarsi vivo e liberato
sazio di fame buona
sudato, impolverato e puro.

Guido Mazzolini

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