Simile a te venni raccolto
al margine di sentieri polverosi
mentre gemevo preghiere
mordendo di rabbia
la bocca impastata di polvere
le braccia graffiate dai rovi
esiliato da un mondo perfetto
detestato da un volto d’amore.

Simile a te nessuno ascoltò
cantare di terre lontane
tessere rime o feroci illusioni
mentre innalzavo le mura del sempre
e lontano non scorgevo il sole,
perciò mi tolsero il respiro
le lacrime buone, il rosso sorriso,
mi spogliarono di tutto
lasciandomi solo un avanzo di cielo
per poter contemplare la colpa.

Simile a te ho combattuto sanguinarie battaglie
ho indossato armature lucenti
credendo in me stesso, nelle mie cieche forze,
ho nascosto il mio corpo ferito
cercando un riflesso d’Eterno
nel Verbo che fu innanzi a tutto
la prima causa e l’ultimo fine
e ho costruito a mia immagine
un povero dio desolato e sconfitto.

Simile a te ho succhiato il veleno del mondo
mischiandomi addosso
l’amore pagato e il più puro pensiero,
ho bevuto il tuo tiepido sangue
e mi sono macchiato le labbra
ho vissuto l’inverno agognando l’estate
perché simile a te sono uomo di scienza e coscienza
di spietata, maldicente esperienza.

Guido Mazzolini (Suoni – Ed. Progetto Cultura)

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