Mi raccontò tutto con voce pacata e in un battito di ciglia compresi una realtà che tenevo nascosta ai miei occhi. Avevo cercato di non pensarci più, ma il suo ricordo batteva ancora dietro la nuca. All’inizio lieve, come un tamburo in lontananza, poi sempre più presente e sonoro. Dentro me lo sapevo, non l’avevo dimenticata. E lo sapevano le stelle delle mie notti solitarie, lo gridavano in ogni battito del cosmo.

dal romanzo Un celeste divenire di Guido Mazzolini

commenti
  1. Martina ha detto:

    Dentro me lo sapevo, non l’avevo dimenticata.
    ——
    E come sappiamo noi le cose, nessuno mai…

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