Evoluzione sinistra, sinistra evoluzione

Pubblicato: ottobre 31, 2021 in anima, citazioni, editori, erotismo, frasi, Guido Mazzolini, letteratura, lettori, libri, poesia, racconti, scrittori, scrittura, Uncategorized
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Difficile esternare affermazioni che eludano i percorsi del pensiero imperante nell’opinione pubblica. I filosofi del passato sapevano bene che la conoscenza nasce dal discrimine e dal discernimento consapevole. Non è bastato Benedetto XVI a ricordarlo, scagliandosi contro la dittatura di quel relativismo assoluto e imposto dai media, dalla scuola, dalla modernità e dalla globalizzazione intesa come categoria di pensiero. Al contrario, oggi il relativismo è sostenuto pure da molti vescovi e sacerdoti, in questo modo il pensiero debole è diventato un nuovo comandamento, siamo passati dal “cogito ergo sum” al “dubito ergo sum” e all’incapacità di approfondire in coscienza qualsiasi argomento, dal senso della vita al concetto di verità e natura, fino al significato della sofferenza e al bisogno di Dio. Oggi è la tirannia del “secondo me” del “dipende” e del “bisogna vedere”, concetti fumosi che dominano incontrastati, la conseguenza è che ogni ricerca della verità risulta preclusa fino dalle origini, lasciando regnare il “liquidume” dell’indeterminatezza. Non posso discernere, e perciò non posso stabilire i confini e le differenze, tutto è basato sull’arbitrio e sulla maggioranza del consenso. È vero quello che è politicamente corretto e che pensa la maggior parte della gente, attraverso idee inculcate da pochi alla massa. Nulla è sicuro e nulla è conoscibile, ma tutto diventa materia di discussione soggettiva. La verità cambia in base alla latitudine e alla moda, la verità diventa un abito da indossare in base alle occasioni. Attenzione perciò, non pensiamo che il naufragar sia così dolce in questo mare di niente, relativo e indeterminato. Il bene e il male sono solo categorie mentali, modificabili dalla storia? Non credo, e la risposta è chiara, sotto i nostri sguardi distratti e assenti, assuefatti dagli orrori che devastano la quotidianità e che continueranno a stordirci, lasciandoci in balia del nulla a cercare risposte su qualche motore di ricerca, migrando da un consumo all’altro, da un capriccio a una precostituita certezza, bellamente servita già pronta.

Guido Mazzolini

commenti
  1. Arcadio🌀Lume ha detto:

    dubitare può essere lo stimolo alla ricerca o l’alibi al non ricercare. È una scelta individuale che è sempre esistita. Di certo, ciò che non è individuato, che non possiede limiti, e dunque identità, non esiste. Siamo in pieno nichilismo, ovvero edonismo… e c’è indubbiamente del dolo

  2. almerighi ha detto:

    Dopo la fine della storia, avvenuta un quarto di secolo fa, il nulla, il liquame.

  3. Marco Torracchi ha detto:

    in effetti cos’è il bene e il male? Cosa è giusto fare? Chi ci autorizza a pensare che giusto sia ciò che pare giusto a ognuno di noi? E’ proprio in questa incertezza che qualunque decisione venga presa essa scontenterà qualcuno o anche molti o quasi tutti. Per questo la maggioranza è per me la giusta soluzione, seppure da questa non giunga la miglior soluzione. (per maggioranza intendo quella vera, quella fatta dalla somma dei singoli, non quella fatta da rappresentanti)

  4. Demonio ha detto:

    Non sono certo di aver capito la tesi di fondo e se il bersaglio sia il dubbio o chi cerca di contestualizzare le cose. Non so, a mio modo di vedere uno dei problemi di questo mondo è invece il fatto che si accetti tutto passivamente, che non si approfondisca e che tutto si riduca ad un apatia generale che genera indolenza, disinteresse e menefreghismo verso quelli che un tempo erano temi cruciali ed importanti. Oggi per contro si dà importanza al nulla, a cose irrilevanti e ci si può dividere per un rigore o per una frase magari anche infelice salvo poi rincorrere sui social la successiva polemica. Però la vignetta non è cattiva e forse ha individuato (non l’unico) uno dei motivi per cui la sinistra è sparita e non ha più appeal. Probabilmente è anche per l’incapacità di rendere certe tematiche inclusive e di tutti mentre di volta in volta appaiono di nicchia, elitarie e quindi che ” non ci riguardano” sebbene, è l’esatto contrario.

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