La debolezza ci appartiene, è insita nella nostra capacità di abituarci alla normalità. Si chiama adattamento, per alcuni una benedizione che ha permesso all’uomo di abitare la terra. Ma a volte la normalità è sinonimo di banalità e annulla l’istinto di riflettere, di giudicare sé stessi e il mondo. Il rischio è accontentarsi di quello che si è, piegati, implosi, senza nemmeno sfiorare l’immagine di ciò che si potrebbe diventare. L’arte aiuta a creare uno stato di eccitazione che scuote le coscienze addormentate. Benedetti gli artisti, quelli arrabbiati e pronti a scavare, a incendiare il mondo, a mettere a soqquadro l’universo.

Guido Mazzolini

commenti
  1. non concordo: il rischio è di accontentarsi di ciò che NON si è. E vale anche per molti sedicenti artisti ed anticonformisti

  2. guidolanci ha detto:

    Trovo che gli artisti oltre alla rabbia e alle altre emozioni abbiano la possibilità di farsi animare da sentimenti, visioni, sogni e progetti. La ricerca estetica ed i temi che la animano devono pulsare all’unisono. Gli artisti forse sono tra i pochi a poter avere una voce libera. Qualsiasi tipo di artista

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