La storia di Alessia

Pubblicato: luglio 27, 2022 in anima, citazioni, editori, frasi, Guido Mazzolini, letteratura, lettori, libri, poesia, racconti, scrittori, scrittura, Uncategorized
Tag:

La storia di Alessia Pifferi ci fa orrore. Raccontata da stampa e televisione, tutti abbiamo incrociato la vicenda terribile di una madre senza cuore che ha abbandonato per sei giorni la figlia Diana, di un anno e mezzo, lasciandole solo un biberon nel lettino. La piccola è morta di fame, di sete, di stenti, è morta di mancanza d’amore. Inutile dire di più, come sempre tutto è stato raccontato dai mass media, gettando orrore su orrore. Da una parte la madre indegna e assassina, dall’altra la società benpensante. A pensarci bene, una società schizofrenica che – giustamente – si indigna per l’anaffettività crudele di una madre che lascia morire la figlia, mentre glissa noncurante sui milioni di aborti che vengono effettuati ogni anno nel mondo. In Italia, nel 2020, sono state più di 67000 le donne che hanno deciso, più o meno coscientemente, di interrompere la vita del proprio figlio e questo per i motivi più disparati, economici, psicologici, paura del futuro, incapacità presunta di non adempiere ai doveri di madre. Sono tante le motivazioni, ma esiste davvero un valido motivo per abortire? La vita di un bambino può essere negoziabile e collocata dietro le esigenze di una donna?
Perché la storia di Alessia ci scuote e ci indigna, mentre gli omicidi legalizzati e perpetrati dallo Stato lasciano indifferente la maggior parte di noi? Si accetta l’aborto perché il bambino che deve nascere non è considerato persona. Finché vive nell’utero, i suoi diritti sono pari a zero, è un essere muto e privo di importanza sociale e culturale. Un progetto di vita, un’ipotesi, niente di più.
È un inganno costruito ad arte, dopo anni di lavaggio del cervello e delle coscienze. La madre porta in grembo “qualcosa” e non “qualcuno”, un ammasso di cellule di sua esclusiva proprietà. Serve coraggio per tornare ad affermare ciò che è ovvio, il valore della vita e la sua sacralità. Serve tornare alla sorgente di quello che siamo, creature create e non incidenti capitati per caso, vite benedette, dal concepimento alla morte naturale, e non povere foglie portate dal vento e dalle ideologie, uomini e donne senza una meta, un inizio, una fine.

Guido Mazzolini

commenti
  1. Il Viandante Nero ha detto:

    Posso solo commentare dicendo che, molto probabilmente, i cosiddetti “esseri umani” stanno poco alla volta perdendo del tutto la loro umanità.

  2. laborsettadelledonne ha detto:

    Scusami, ma io non riesco a paragonare l’aborto con il mettere al mondo un figlio e abbandonarlo a se stesso quando ovviamente non è in grado di essere autosufficiente. Parliamo di una donna di quasi quarant’anni, in carne (a quanto pare dalle foto) che mentre la figlia moriva di fame e di sete era impegnata in altro. Non voglio neanche pensare cosa siano stati i pochi mesi di vita di questa bimba, morta di stenti ma anche senza amore. Ti chiedo ancora scusa, ma questa triste notizia di cronaca ha veramente tirato fuori il peggio di alcuni esseri “umani”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...