Il tempo è misura necessaria all’esistenza. Se non ci fosse un “prima” e un “dopo” non esisterebbe la vita così come la conosciamo e tutto resterebbe immobile, statico, perso in un “adesso” senza fine. Sarebbe un universo immutato, nessuna possibilità di evoluzione o involuzione, di aggiustare il tiro o riprovarci. Perciò il tempo è in movimento, è il salto del destino che fa capriole in cielo davanti agli occhi spalancati di un bambino. È un tragitto indispensabile, ma una breve scintilla se paragonato all’infinito.
È strano come l’uomo custodisca in sé il desiderio e il concetto di eternità. Misuriamo il tempo sapendo di portare un sacco bucato sulle spalle, e giorno dopo giorno si svuota. Siamo tutti condannati alla terra, eppure in noi alberga luminosa l’idea dell’eternità, del sempre, del tutto. Una voce sussurra che questa vita non è abbastanza, e ne vogliamo di più, e scrutiamo oltre il tramonto del tempo per intuire una risposta, una luce nuova che possa splendere per sempre.
Guardo il mio gatto, chissà se anche in lui abita lo stesso desiderio, oppure tutta la sua esistenza è concentrata nell’adesso, nel “hic et nunc”, nella luce dell’istante che gli ha regalato la vita. Gli animali non pensano alla morte, e nemmeno misurano il tempo come noi. La vita delle farfalle dura pochi giorni, un moscerino vive meno di 24 ore, chissà, forse percepisce il tempo in modo differente e un minuto della sua esistenza corrisponde a un mese della nostra, e il breve volo dalla finestra al davanzale è per lui un viaggio lunghissimo. Chissà.
A noi la vita è capitata, imperfetta, incompleta. Nessuno l’ha scelta, e ci accontentiamo di quello che c’è, oppure tentiamo voli brevi e azzardiamo ipotesi di cambiamento, mentre il tempo galoppa sui sogni e sulle promesse non mantenute, su ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Non so come andrà, nessuno può saperlo, o forse la mia certezza è questa consapevole voglia di essere per sempre, anche quando non ci sarò, e il tempo avrò girato pagina.
Pensieri gettati sul tavolo, a caso, come si fa con un mazzo di carte o con un tiro di dadi. Elucubrazioni lontane dalla realtà, ma sono convinto che solo dall’alto si possa scorgere la verità delle cose, guardandole nell’insieme, a occhi e cuore ben aperti.

Guido Mazzolini

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commenti
  1. Giovanna Foresio ha detto:

    Sì, in qualche modo al “di fuori” e come ben dici con il cuore aperto. ❤

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