Io sono ciò che tocchi
soltanto uno sfiorare lieve
un cinguettio di ciglia
tra notti sospese d’agguato
e fonda reclini la fronte
mentre osservi un vagolare di pensieri
sorgere dal basso e risalire.
Tu sei furore e coppa a mano chiusa,
perla degli occhi, il vaso di una narice
e appendice densa e scura a destra e in mezzo,
spelonca bagnata e galera
quand’ero smarrito e mi hai raccolto
per farmi roteare come un astro
e – lanciato nel vuoto-
diventare punto lontano
perduto universo esploso
in un moltiplicarsi di colori.

Guido Mazzolini

Riporto questa poesia che mi piace moltissimo. Bello pensare di trovarsi smarriti e di avere il dono di qualcuno disposto a raccoglierci.

Elena

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commenti
  1. Nico (Max Weber ) ha detto:

    Che bella questa poesia di Mazzolini
    Buonanotte Elena 😉

  2. trilcemarsh ha detto:

    lo smarrimento è una sensazione incomprensibile e terribile come le vertigini.

  3. Laura Adriani ha detto:

    Good! Grazie, per aver riportato questa bella poesia🙂 …’ e mi hai raccolto
    per farmi roteare…🧡 E l’ ultima frase mi fa, la mia interezza, non sentirla un po’ persa ma invece più elevata

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