Archivio per la categoria ‘erotismo’

Mentre nasce il desiderio
esplicito che squilla
la luce d’alba all’orizzonte
invoca un tiepido stupore
come scintilla nella notte
di vita un bisogno rinnovato
e chiama sconosciute voci
nel trafugare rapido e sottile.
Io vesto la mia nave di colorate vele
con essa sfiderò tempeste
a petto nudo invincibili marosi
finché qualcuno sarà porto
e mi ripaghi di un approdo certo
che io possa narrargli
di terre sconosciute
di gigli e sangue,
cieli ed aquiloni.
Il canto mio non è che questa
commistione di segrete passioni,
di turbini violenti che innalzano
torri sbilenche su macerie d’oro
e mi divorano gli occhi
come un ricordo vivido.
La voce stride, si contorce
contraffatta dal bisogno
è di me l’ombra allungata,
la mano che rapina l’orizzonte.
Colorati arcobaleni
implodono una sola meraviglia
e tracciano la strada del ritorno,
perciò la mia parola
è chiodo acuminato
essa trafigge una colomba morta
è cibo che non sfama
ferma pozza d’acqua nel deserto
è un urlo di dolore e rabbia
un gemito notturno, lontanissimo
d’amore e di dolcezza.

Guido Mazzolini

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Desidero di te.
Non affogare il mio respiro
strozzato dalle mani
in notti di passione, gambe svelte
e scelte geometrie di pelle.
Tu mi conosci e sai
di quel bisogno denso di parole
del necessario incedere di un verso
dell’ombra spenta di un diverso dio.
Devi lasciarti amare a modo mio.

Guido Mazzolini

Ogni parola scritta
incisa con rabbia
o appena accennata
impetuosa sfonda una finestra
di meraviglia, sogno
e supponenza al cielo
ma nello stesso istante
chiude come un malefico artificio
in terra un uscio spesso
sigillando sensazioni
che mai più sentirai
o nello stesso modo potrai narrare.
Questo è il dilemma grande:
se vivere stupiti come bimbi
lasciando scivolare ogni momento
oppure macerare
l’arguzia e il disincanto dell’anziano
annotando ogni respiro
su fogli di memoria immacolati
minuzie di meticoloso impegno
per smarrirlo poi nel già vissuto
nel ripetuto incedere del giorno.

(“Suoni”) di Guido Mazzolini

È bello averti qui, tu per me, in questa parentesi breve, in questo orizzonte contraffatto. E mi chiedo quale senso nascondano le mie mani appoggiate alle tue, il colore della pelle, i miei occhi e i tuoi occhiali sul naso, il mio essere assorto e quel sorriso smarrito. Dolci le nostre vite, piene di stracci, gonfie di esperienze che in fondo non ci riguardano davvero.

Guido Mazzolini

Non amare il soffio di queste parole
non lodarne il ritmo arguto o il tentativo
di evocare un suono. Io offro una carezza lieve
solamente un abbraccio maldestro e sconosciuto
che infrangendo il buio susciti l’autentico
e tu non ceda alle lusinghe 
di chi ti vuole consenziente,
alle parole duttili dei maestri 
degli inseriti e disattenti,
degli inventori di consorzi umani
dei mediocri rivoluzionari delle idee
che vogliono te discente e malleabile
mentre pongono gioghi pesanti sulle nude spalle
e gioiscono sbranando la carne della tua anima.

Voglio essere una povera voce detestabile
un ronzio fastidioso nel silenzio
una goccia salmastra sulle labbra
e tu possa esplodere come azzurra nube
che avvolge l’universo intero,
ma ora sono un triste narratore
e parlo ad un mesto me stesso che parla.

Guido Mazzolini

Parole nude, sfrontate
parole, inutile parole
e già mi meraviglia il tuo colore
quell’alabastro acceso e la lentezza delle mani
che frugano il foglio e il ventre del mio passo
come un verme con la mela
come la lingua con le labbra.

Guido Mazzolini

L’attesa è una porta socchiusa. E c’è qualcosa oltre, varcando la soglia, anche se possiamo soltanto immaginare, desiderare, sperare. Ma il bisbiglio dietro la nuca non mente, è un suono di futuro che chiama al movimento, è un salto nel buio, desiderando luce. E che sia gioia. E sia per sempre. La vita è questo roteare folle di emozioni, ma se guardi oltre il turbinio dei desideri e degli istinti, riesci a intravedere una dimensione di certezza consapevole. È un dialogo serrato e confidente, un dare per ricevere. E tra le scelte di ogni giorno che spesso ci lasciano frastornati, ci accorgiamo che l’amore è l’unica scelta davvero utile. Non l’amore dei sentimenti buoni e confezionati ad arte, ma quello che trasforma il mondo, quello che ho visto balenare negli occhi dei miei genitori. È l’amore infinito che ci consegna all’eternità, quello che ha plasmato l’universo, che fa muovere il sole e le stelle.

Guido Mazzolini