Archivio per la categoria ‘poesia’

Il corpo parla, racconta sortilegi, fiabe, desideri. Il corpo lancia segnali nel buio, brevi parentesi intuite, e notti e sensazioni. Il corpo immagina, e parla con la pelle, e sogna e svela.
Il corpo non mente.

(Guido Mazzolini)

Charlie Gard è un bambino di 10 mesi, affetto da una malattia genetica rarissima (solo 16 casi al mondo). Questa malattia dal nome terribile – “sindrome da deplezione del DNA mitocondriale” – provoca il deperimento dei muscoli e condanna a una morte certa. I medici hanno detto che non ha speranze, quindi è meglio interrompere ogni forma di cura per evitargli sofferenze inutili. I genitori hanno combattuto come farebbe qualsiasi genitore, hanno raccolto i fondi per una cura sperimentale, ma i medici si sono opposti al trasferimento del piccolo negli Stati Uniti e sono ricorsi a un tribunale per avere ragione. E anche il tribunale ha affermato che è meglio sospendere le cure. I genitori allora hanno tentato l’ultima possibilità, la Corte Europea dei Diritti Umani, ma anche questa ha deciso che il piccolo deve morire.
Questa, molto in breve, la tragica storia di Charlie Gard.
Oggi, al Great Ormond Street Hospital di Londra, verranno interrotte le cure e gli ausili vitali, come è stato decretato da un tribunale senza coscienza e senza cuore. Il piccolo volerà in un mondo migliore di questo, un mondo che lo accoglierà come merita. A braccia aperte.
Perdonaci piccolo Charlie, perdona chi non ha avuto il coraggio di sperare, perdona un’umanità che ha perso ogni parvenza di umano e ti ha rifiutato in nome di una libertà falsa e pretestuosa. Un umanità che ha deciso per te.
Perdonali, Charlie.
Perdonaci.

Guido Mazzolini

Suscettibile. Basta poco e la corazza cede, si spezza la catena che tiene ancorato a riva il batticuore, quella che anestetizza il sentimento e concede il lusso e l’illusione che tutto sia sotto controllo, verificabile, comprensibile.
Suscettibile. È sufficiente un pensiero, un piccolo input attraversa la tempia e invade il cervello. Non è necessariamente un ricordo, può essere un suono, una parola, una sillaba. E tutto comincia a vibrare, e perdo il controllo, e il sangue torna a scorrere nelle vene. Riprendo il colore e l’ardore. Riprendo a vivere.
Suscettibile. Convinto di essere solido e forte, ancorato al reale. Invece sono talmente leggero che basta un soffio di vento.
E riprendo a volare.
E quel soffio di vento sei tu.

(Guido Mazzolini)

Amavo le tue mani
erano forti, colme di doni
un’oasi di luna serena.
Abitavo in loro,
come un insetto che ha trovato la tana
e indugia all’inverno.
Amavo il tuo sorgere lieto.
Nulla da chiedere
nemmeno un pentimento
o il sapore di un sogno.

 

Guido Mazzolini

Un giorno me lo hai chiesto. Era una mattina malinconica di fine Agosto, la città vuota, cicale impazzite e un cielo di nuvole bianche. «Cos’è la poesia?» Mi hai guardato negli occhi senza attendere una risposta. Bella domanda. Inaspettata. Poesia è iniziazione. È una donna bella che conosci sui banchi di scuola, svogliato e un po’ assente tra letture interminabili e inutili rime. Crescendo te ne dimentichi fino a quando una mattina di un giorno qualunque ti torna in mente un verso, un’immagine imparata a memoria tanti anni prima, e ti accorgi che era rimasta incastrata in un pezzo di cuore e quello era il momento più adatto per farla sbocciare. E il piccolo seme di un verso fiorisce, e anche questo è Poesia. Esiste un linguaggio normale, è il quotidiano dialogo tra gli esseri umani, utilissimo per condividere esperienze e informazioni. Ma c’è anche un altro modo di esprimersi, più sottile e magico. Esiste un linguaggio speciale che serve a definire l’innominabile, a esprimere l’inesprimibile. Artigli e picconi, parole che graffiano e scavano. Incontri versi sublimi, metafore talmente elevate da farti pensare che tutto possa essere metafora di qualcos’altro e anche questo è Poesia. Incontri i Poeti, viaggiatori di nulla e costruttori di niente, armati di un bisturi così tagliente da sezionare allo stesso modo il più puro dei sentimenti e il peccato più sporco. Inutili Poeti, inutili e sfacciati. La Poesia è il vizio di spendere il tempo in solitudine, cercando l’aggettivo più adatto, il suono che meglio esprime il tuo essere inquieto. La Poesia è preghiera che scava intimamente scoprendo l’Essenza più sublime dell’Anima. S’innalza e risplende, loda e ringrazia, implora e contempla la Vita. Un giorno me lo hai chiesto e ora, maldestramente, cerco di darti una risposta. La mia risposta, così diversa dalla tua.

Guido Mazzolini

Il riflesso di me trasuda perdizione.
Rammarico denso peccato non solo,
guardando la china di prossime aurore,
immagino e sono futuro.
Proseguo i miei giorni,
incerto accadere di rapidi eventi
rallento quel passo rapido un tempo
ed ora più saggio, di navigatore
che approda nel buio.
Possiedo le idee
e ciò che feconda il mio tempo.

Guido Mazzolini

Piccoli saltelli nell’intreccio delle dita, e il pensare noi come un riflesso di luna in una pozzanghera, e allunghi una mano per afferrarlo ma non riesci, e miri al cielo ma è ancora più lontano. Malinconici eroi, scansavo le carezze, il tuo tentativo di lenire le ferite, quel sangue scuro che schizzava e imbrattava il muro e le nostre giornate. Attendevo la piatta nostalgia che avrebbe sussurrato una parvenza di tranquilla resa ai miei giorni folli, al mio procedere storto, a quel voler tenere tutto sotto controllo che alla fine è diventato un sentire stonato e attutito, un sentire poco, un sentire nulla.
Dettagli di noi come pane raffermo e disegni sull’acqua. Ti lascio il mio profilo, il lobo di un orecchio e le rughe degli occhi. Ti lascio lo sguardo stupito di chi ha assistito a un miracolo, a un’esplosione magnifica nel cielo, ora spenta in un filo sottile di fumo.

Guido Mazzolini