Archivio per la categoria ‘poesia’

Desidero di te.
Non affogare il mio respiro
strozzato dalle mani
in notti di passione e gambe svelte
e scelte geometrie di pelle.
Tu mi conosci e sai
di quel bisogno denso di parole
del necessario incedere di un verso
dell’ombra spenta di un diverso dio.
Devi lasciarti amare a modo mio.

Guido Mazzolini

 

Annunci

Scavo a mani nude tra le scapole,
quei mozziconi d’ali sulla schiena
che ricordano la nostra genesi 
di angeli caduti, strappati al cielo,
precipitati in un deserto arido.
Scavo e sei voragine che accoglie,
ricopre la mia carne, taglio di labbra,
il collo tra le pieghe del silenzio.
Apri le braccia, accogli il santo e il peccatore,
sono le rive opposte della mia anima.
Tu che possiedi il profumo della nascita,
e ti appartiene il frutto della gioia.

Guido Mazzolini

Voglio

Pubblicato: gennaio 10, 2018 in citazioni, frasi, lettori, libri, poesia, scrittori, scrittura, Uncategorized
Tag:,

Voglio il proibito pensiero,
le tue caviglie, il collo,
l’urlo nel buio, la gioia,
paura, carezza, ferita che brucia,
la gemma di una tua risata,
luce che sfiora il volto,
rimorso malato o tua tentazione
che geme, lo strepito
di passione smodata,
la notturna fanfara dei sensi
che a lungo risuoni,
il pulsare di sangue nelle tue tempie.
Voglio essere te,
unico abisso di mio smarrimento.

Guido Mazzolini

La nostra purezza perduta
dimena le braccia
possiede una coda di lupo
e resta seduta alla porta.
Il ciglio che inarca un sospiro
è muscolo fermo di ghiaccio
s’arrota e diviene
serpente di fiume
coperto di lucide squame.
Mi offende la tua lontananza,
la pelle argentata che brucia,
i grani di perla, delizia
di fiori recisi per terra.
Mi scuote un frammento di ieri
che giace sepolto
e spesso ferisce la carne.
Noi come candele bagnate
lanterne di luce perduta,
noi come farfalle già morte
ricordi molesti librati nell’aria.
Per te, sbalordita fattezza
per te, poca luna
o macabra danza.

Guido Mazzolini

Immagino il tuo odore
il suono di un soffio,
la bocca che ha diviso il cielo in sopra e sotto,
il tempo in prima e dopo,
la tana del serpente e i tuoi capelli
l’arzigogolo di un sorriso
e io e te. E noi.

Guido Mazzolini

Amami senza ritegno
come parola indecente e bisbigliata
come cosa morta raccolta da terra.
Amami come si ama l’inevitato
o un ultimo respiro,
senza chiederne ragione
senza consolazione.

Amami come i pazzi folli d’amore
non con la saggezza antica
di chi conserva inverni e guarigioni
ma come gli uragani che violentano la terra.
Disperdimi come sale e neve
voglio sdrucire l’anima
nel meridione dei tuoi occhi viola
perciò amami quando sono aquila lontana
quando carezzo le nuvole
quando sono seme di terra rorida
quando sono inverno.

Amami, non essere ombra diafana
diventa il mio tutto
il mio capolavoro.

Guido Mazzolini

 

Sei boccio sul ramo
spicciolo colmo di vita
verde primavera, umida gioia
nel ponente di una sola mano.
Sei spiga dorata che oscilla
ramo selvaggio
il frutto maturo del pane
il succo più amaro da bere.
Sei stagione più bella del sogno
il breve istante
tra ciò che non è,
il passo leggero del gatto
la grande distanza
tra l’avere e il donare.
Sei nudo altopiano
sorgente da bere
possiedi gelosa
tutti i colori del buio.

 

Sempre
il regalo della terra
offre un calice di gioia
da bere insieme
sorseggiando adagio.
Tiepide labbra lusingate
e un lieve decantare d’infinito
un declinare adagio
senza più pace.
Odore di te
che muta
diviene più denso
e sale alla testa,
è un guizzo di pesce
che increspa uno specchio di lago.

(“Forme difformi” di Guido Mazzolini) leggilo qui