“Un celeste divenire” è un romanzo che ho letto in un fiato, che mi ha scavato, inciso, un libro arrivato in un momento particolare della mia vita, e se ci sono libri che hanno influito sulla mia esistenza “un celeste divenire” è uno di quelli. Qui puoi saperne di più. E a tutti voi ne consiglio la lettura.

Elena

Tua la libertà di appartenere al cielo,
non tessere arabeschi di menzogna
amaramente consegnato all’impostura
rassegnata di transitoria immagine
o luce di fiaccola lontana;
percorri invece i tuoi sentieri
a piedi scalzi e lunghi passi
in viaggio tra sorgente e foce
mentre indossi gli anni tuoi
come un vestito nuovo ancora da sgualcire.
Tuo padre è un pazzo sognatore
è il latte acido del peccato
l’arco sfibrato che scagliò un dardo al cielo
è ciò che avanza in tavola
la corda scordata di melodie segrete.
Tuo padre è un uomo,
egli cavalca un selvaggio destriero
è Tamerlano nel deserto gelido
che sfida indomito il destino.

Guido Mazzolini

La poesia Rivoluzione di Guido Mazzolini partecipa a un concorso on line, se vi va di rileggerla, o leggerla per la prima volta, e votarla, potete trovarla qui.

E grazie a tutti quelli che vorranno darci una mano. Viva la poesia, che dio la benedica.

Elena.

Doveva succedere a noi, a noi consolati, troppo spesso seduti su false certezze e su miti di gloria. A noi e ai nostri giganti d’argilla, eppure è bastato un istante a farci capire quanto siamo piccoli, indifesi, a farci capire quanto la vita possa essere un giardino incantato e una palude di morte.
Non sprechiamo questi giorni di nulla, rendiamoli doni alla vita, quella vita che presto torneremo a stringere tra le mani, illudendoci ancora una volta di esserne i padroni.
Siamo a un bivio epocale, sta a noi decidere se questa penombra sarà la luce fioca di un tramonto o l’apoteosi di un’alba. (Guido Mazzolini)

A tutti voi, a tutti noi, buona Pasqua! Le cose migliorano lentamente e anche la salute di mia sorella Paola comincia a mostrare uno spiraglio positivo. Sono finalmente ottimista. Ci sentiamo presto amici miei.

Un bacio Elena.

Avviso

Pubblicato: marzo 19, 2020 in Uncategorized

La fonte ideatrice di questo blog purtroppo è stata accarezzata come tanti dal maledettissimo accidente che in questo periodo sta attanagliando il mondo.

Credo che a questo punto non rimanga altro che il silenzio, almeno da parte mia. Grazie a tutti.

Elena

Ascoltavo Miles Davis, la sua musica nera e impenetrabile, le note spigolose e oscure, piccoli miracoli, ombre disegnate nella magia di una tromba che sillabava il linguaggio dell’anima. Michel Petrucciani fu per me il genio incastrato nella fragilità di un corpo deforme. Il luccichio dei suoi occhi, le stampelle e la voglia di sedersi alla tastiera, i pedali del pianoforte sollevati per consentire alle gambe di raggiungerli. Michel e le sue camicie stravaganti, Michel e i suoi occhiali, le mani piccole e potenti come due colibrì nervosi sulla tastiera. Il suono di un gigante e l’ingenuità di un bambino. Poi Keith Jarret, Herbie Hancock, Bill Evans e Cick Corea. Count Basie e Horace Silver, chiunque fosse in grado di squarciarsi il petto e donarmi il cuore, chiunque sfiorasse l’infinito con le dita. Pianisti immensi, eccentrici, celestiali improvvisatori, equilibristi sulla corda tesa della tecnica. Li vedevo felici e scanzonati, a differenza dei mostri sacri del pianismo classico, tutti impettiti e seri, stretti nei loro smoking scuri. Il jazz mi catturò, alzai le braccia al cielo e mi consegnai nelle sue mani misteriose. Grazie a lui accantonai il ricordo di Claudia. Mi adagiai in una dimensione consapevole di sogno, pensando che tutto stesse andando come doveva. Sfioravo i tasti del pianoforte e percepivo l’essenza del rimpianto. Esternai il pensiero di Claudia in una costante catarsi, la sua assenza divenne un dolore talmente fioco che pensai di essere riuscito a sublimarlo. Ringraziai il tempo e le mura innalzate dal passare dei giorni. Ringraziai la musica e il pianoforte che spegneva il pensiero. Suonavo e improvvisavo melodie e fraseggi, ero un piccolo insetto arrampicato su specchi dorati.

UN CELESTE DIVENIRE di Guido Mazzolini lo trovi scontato qui

Quando esplode, il tempo si dilata e un frutto non è altro che la lenta esplosione di un seme, l’albero di un germoglio, un vecchio conclude la deflagrazione di un bambino, lo spermatozoo feconda un ovulo che esplode nel segreto del ventre di una donna. La vita non è altro che un’esplosione sublime e anche i sentimenti sono boati silenziosi che si espandono, avviando meccanismi imperscrutabili che obbligano a uscire da te stesso per diventare altro. Aggrediscono senza darti il tempo per riflettere, può succedere in automobile, oppure sul divano mentre leggi un libro. Il sentimento si sdraia sotto di te e si impadronisce di tutto, non c’è un solo atomo libero, monta chiuso dentro te stesso, nel buio profondo dell’inconsapevolezza. Avanza, striscia e s’innalza, cerca il percorso più breve ed efficace, fluisce dalle caviglie e sale lungo i polpacci, striscia nello stomaco con il sibilo di un rettile. Soccombi e chiudi gli occhi, li riapri e sei differente, precipitato nell’abisso di un’esplodente vittoria, qualcosa feroce che fa tremare l’universo.

Guido Mazzolini