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Scrivere poesie…

Pubblicato: aprile 17, 2013 in frasi
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10910Scrivere poesie è voler comunicare un’emozione.
Pura.
Semplice.
Senza fronzoli alcuni e senza eufemismi.
Io credo nel “linguaggio dell’inesprimibile” teorizzato dai romantici, credo cioè che le parole siano in primo luogo suoni evocatori e poi in seguito divengano concetti e idee; il gesto poetico permette di palesare ciò che altrimenti sarebbe impossibile mostrare in altre forme di linguaggio.
Cercherò di spiegarmi meglio.
Terra“.
La pura e semplice parola “terra“.
Qual’è il suo significato?
Posso pensare a un astronauta, un geometra, un marinaio sul pennone più alto della nave, un cimitero. In ogni frangente diverso la parola “terra” ha un altro sapore e assume un’altra forma.
Ecco perché la parola rappresenta un “significare” e non un “significato“.
Ecco perché esiste una “terra” narrativa che si cala in una storia definita, ed una “terra” poetica che invece non richiede nessun sostegno; essa è la somma di tutte le “terre” conosciute e descritte. È un passaporto della fantasia e della creazione.
Chi scrive un romanzo o un racconto condivide una storia per cercare di suscitare emozioni. Tutto nasce dalla storia che l’autore reputa interessante, unica.
La Storia. La Sua Storia.
Per quanto riguarda la poesia è esattamente l’opposto, essa vuole essere sensazione da condividere nel racconto di essa.
Ecco perché chi legge un libro di narrativa si pone fiducioso nelle mani dell’autore, certo che la storia raccontata sarà portatrice di sensazioni uniche e irripetibili.
Io non cerco lettori che si fidino di me. Non avere fiducia in chi scrive poesie. Mai.
Anzi, sono io che metto fiducioso le mie parole nelle mani degli altri, negli occhi e nella testa di chi le vorrà leggere, certo di ricevere in cambio una condivisione piena.
La genesi della poesia prevede inizialmente un’intuizione, romanticamente definita “ispirazione”, un suono che diventi chiave per aprire una porta dell’anima, spalancare un cancello chiuso e divenire come un seme piantato in un terreno fertile.
Dopo l’intuizione iniziale comincia il lavoro della scrittura e non è mai facile descrivere un’emozione, calarla in un linguaggio comprensibile.
Qual è il colore dell’allegria? Penso sia il giallo.
E il colore delle noia? Il grigio? Perché?
E che sapore ha il disinganno?
Descrivilo senza calarlo in una storia, ma raccontando cosa vedi in quella stanza dopo che ne hai aperto la porta e avrai scritto una poesia.
Avrai compiuto un gesto poetico e rivoluzionario.