D.A.T.

Pubblicato: dicembre 14, 2017 in citazioni, frasi, lettori, libri, racconti, scrittori, scrittura, Uncategorized
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Chiamiamola “Disposizione anticipata di trattamento”, un acronimo secco – Dat – che poco spiega o enuncia, oppure “biotestamento” o anche “fine vita”, poco importa: giovedì 14 dicembre, il Senato della Repubblica darà una considerevole spinta a due mani al cammino di uno dei provvedimenti più criptici e controversi di questa legislatura. E ci riguarda da vicino, visto che verranno imposte nuove regole sulla morte, episodio che – ahimè – riguarda tutti, nessuno escluso. Lascia sbalorditi la mancanza (colpevole) di informazione. Pochi sono a conoscenza del provvedimento, del significato di ogni parola, delle implicazioni mediche o etiche. Come spesso accade siamo davanti a un finto dibattito che glissa sulle domande più importanti.
Ad esempio, la legge considera trattamenti sanitari anche la nutrizione e l’idratazione, quando artificiale, consentendo la condanna legale a morire di fame e di sete. E in tutto ciò è ben chiaro il passaggio che esonera il medico da ogni conseguenza penale per atti di omissione richiesti dal paziente o da un fiduciario. Inoltre la legge non tiene conto della coscienza dei medici e non riconosce l’obiezione di chi non intende cooperare ad atti contrari alla propria etica. E senza fare sconti; neppure gli ospedali “cattolici” saranno esentati e dovranno accettare di provocare la morte di un paziente attraverso omissioni sanitarie. In questo modo il suicidio diventa libera scelta e l’omicidio di stato prassi comune.
La “Disposizione Anticipata di Trattamento” viene sbandierata come un atto di giustizia, in nome del sacrosanto diritto di autodeterminarsi. È ovvio che ciò che immagino del mio futuro differirà da quello che sperimenterò nel momento in cui la malattia si manifesti. Ma se perdessi conoscenza non mi sarà garantita la possibilità di mutare volontà: varranno le disposizioni che ho lasciato scritte, anche se esiziali, magari anni prima.
Si tratta di pura follia che porterà a sopprimere le persone più deboli, la cui vita sarà giudicata non degna di essere vissuta, da loro stesse e da una Stato che ne appoggia e sostiene la fine. È una mentalità nazista, l’eutanasia costa poco, curare un malato molto di più. Diventeremo ben presto come altri Stati europei (Belgio, Lussemburgo, Olanda, Svizzera, Francia) che compiono vere e proprie stragi di malati giudicati indegni di vivere. Altro che autodeterminazione e diritto. Si tratta di un legiferare nichilista e mortifero che spalanca le porte a decisioni eutanasiche che priveranno ulteriormente l’essere umano di quella dignità che gli appartiene, al di là di ogni stato sociale, condizione o malattia.

Guido Mazzolini

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commenti
  1. L'Irriverente ha detto:

    L’ha ribloggato su L'Irriverentee ha commentato:
    Di nuovo a proposito del testamento biologico…

  2. L'Irriverente ha detto:

    L’ho ribloggato perché mi è sembrata un’argomentazione importantissima su un argomento enorme. Tutti a sbandierare vuota retorica in nome di un diritto alla morte che non esiste ma non costa…

  3. vincenza63 ha detto:

    Ma per favore!
    Di quale mancanza di informazione parli?
    In realtà non si è voluto per anni dare informazione, oscurando associazioni come la Luca Coscioni o partiti come i Radicali, da sempre in prima linea.
    Prenditela con le nostre tv, i giornali di partito, i mass-media lottizzati.
    Dove eri in questi anni?

  4. vincenza63 ha detto:

    Aggiungo, se permetti, che sarebbe ora che i medici si “umanizzassero” invece di nascondersi dentro un camice.
    Grazie dello spunto,
    buona notte.

  5. chimicadelleparole ha detto:

    Se si parte dal presupposto che la vita appartiene ad un essere superiore che ci ha creati e in un certo modo torna a lui, noi non abbiamo nessun diritto ne sulla nostra e ne su quella degli altri in egual misura. Quindi non possiamo stabilire cosa fare della nostra vita o di quella degli altri.
    Se invece si parte dal presupposto che siamo il risultato di mutazioni Darwiniane, dovremmo lasciare che la natura segua il suo corso perché le “speci deboli” sono destinate a lasciare il posto a quelle “forti”.
    Poi abbiamo costruito macchinari capaci di tenerci in vita per un altro po’ di tempo.
    Chi riconosce che la vita è sacra si avvale di questi mezzi per vivere più possibile.
    Se invece crediamo che siamo evoluti usiamo questi mezzi perché ci sentiamo in diritto di decidere se morire oppure farsi tenere in vita per un certo periodo di tempo.

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