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Per te.

Pubblicato: aprile 1, 2021 in Uncategorized
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L’hai scritto mille volte che la vita è una sorda incognita e non sempre le cose vanno come desideriamo. Ma non può piovere in eterno, lo sai tu meglio di me e in un attimo la vita riprende a girare e a sorridere. Torna presto in forma, Guido, ho troppo bisogno di tutto quello che sei. Ti aspetto.

ELENA.

A te ragazzo

Pubblicato: gennaio 18, 2021 in Uncategorized
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A te ragazzo, ai tuoi capelli lunghi
portati con disinvoltura, ai tuoi
profondi chiari occhi indagatori
sdruciti jeans, ma privi d’esperienza
e quel sorriso stretto e smaliziato
indossi, come la tua età di fuoco
serrando in te un bisogno di dolcezza
che a volte pare scomodo e pesante.
Cammini tu, sfrontato come un fiore
che buca il grigio di un asfalto estivo
nel percepire la domanda chiesta
cerchi risposte di certezza. Lascia
che le tue mani s’alzino, che spingano
l’indefinito limite del cielo
nel corruscare di un tramonto vano
e trasformate in ali ti sostengano
oltre i confini della tua paura.
Tu sei ciò che diventa ora. Vedi
che già mi meraviglia quel tuo essere
come io ero e quanto mi assomiglia
quel cenno di sorriso ancora steso
quel lampo acceso nei tuoi occhi chiari.

Guido Mazzolini

Molto profonda l’analisi di Filippo Fenara sulla poesia “Scapole”.

Da leggere subito!

( …non è un amore di poesia?)

Scavo a mani nude tra le scapole,
quei mozziconi d’ali sulla schiena
che ricordano la nostra genesi
di angeli caduti, strappati al cielo,
precipitati in un deserto arido.
Scavo e sei voragine che accoglie,
ricopre la mia carne, taglio di labbra,
il collo tra le pieghe del silenzio.
Apri le braccia, accogli il santo e il peccatore,
sono le rive opposte della mia anima.
Tu che possiedi il profumo della nascita,
e ti appartiene il frutto della gioia.

Guido Mazzolini

Amai davvero, forse per le prima volta, vivendo due tipologie di sentimenti così vicini e dissimili. Claudia era la carne, il fuoco che ogni mattina destava la mia pelle. Aprivo gli occhi e annusavo l’aria, percepivo il calore del suo corpo come piombo fuso. Desideravo averla, conquistarla come un continente ancora da scoprire. Ero il mozzo sulla tolda della nave, a bocca aperta, stupefatto perché il miraggio inseguito da sempre era divenuto realtà. Afferravo la stella vagabonda che attraversava il mio cielo, quell’energia che dava senso al mio tempo senza senso.
“Tu sei la persona giusta dei miei giorni sbagliati”. Le ripetevo spesso questo ritornello, spingendo un carrello in un supermercato oppure davanti al disco infuocato di un tramonto. Mi attraversava il pensiero e lo condividevo, le sussurravo la più genuina delle verità. Sorrideva e annuiva. Conosceva tutto di me, i deserti, le paure, quella follia a tratti sgradevole, la giostra della mente che mi portava a sfiorare le nuvole per trascinarmi subito dopo nel pessimismo più distruttivo. Sapeva quello che io da vigliacco preferivo ignorare e mi accettava per quello che ero, accoglieva il mio nulla trasformandolo in tutto. Col tempo era riuscita a cambiarmi. Lentamente, con dolcezza, trattandomi come i suoi vecchi dipinti. Con pazienza aveva tolto dalla mia pelle la patina del tempo e restituito il me stesso di una volta.

Un celeste divenire lo trovi qui

Strepitoso,

da leggere qui.

Accade che un giorno ti guardi allo specchio e non sei più tu. Osservi la fronte più ampia, il pozzo più scuro degli occhi, ti soffermi sull’intreccio sottile di rughe. Capisci di essere solo, non di esserlo diventato ma di esserlo stato da sempre. Si nasce e si muore soli, due eventi grandiosi con un unico protagonista e tra questi si evolve la vita che spesso è un monologo contraddittorio nel continuo tentativo di ovviare alla solitudine, un cercare di uscire da questa realtà intrinseca. Si tendono mani, si trovano occhi, si ascoltano voci, tutto per sentirsi meno perduti. L’errore più grande è voler mettere la propria felicità nelle mani di un altro. L’errore più grande è illudersi di non essere soli.

Guido Mazzolini

E alla fine è tutto qui, la vita si può riassumere in due fenomeni opposti e conseguenti. Si parte e si torna, si riparte e si ritorna ancora. È un’altalena che spinge al cielo per riportare alla terra. E in quel volo breve si condensano gli istanti più preziosi, quelli che non vorresti lasciare andare, e anche loro seduti sulla medesima altalena, anche loro condannati al precipizio. Si oscilla e si naviga a vista, confusi tra la percezione della transitorietà e il desiderio d’infinito. Tra il bisogno di andare, e l’istinto di tornare.

Guido Mazzolini

Le tue mani di luna e artiglio, di spazio e confine,
le mani tue recinto e tegola, vortice e tagliola,
mani di serpente e falco,
chiuse al tramonto
che solo io possa cercarle,
sfiorare il gioco delle nocche esangui
mani di bambino generoso
di corse e di rincorse, mani che saziano
incollate alle mie come pagine di un libro
distratte, ferite da un ricordo andato
da un graffio sul muro, da un’ombra
mani di galera e di espedienti,
smarrite nella maturità di una stagione
queste mani che avvolgi d’allegrezza
e sfiori e stringi, nel tempo mio di vetro e sabbia
la tua bellezza inquieta
di sangue sparso e rose.

Guido Mazzolini

Le nostre scelte determinano il destino, giuste o sbagliate, appropriate o no. E non solo grandi scelte o decisioni importanti, ma anche piccole minuzie quasi invisibili e apparentemente inutili. La vita è un sistema complesso, un gigantesco castello di carte tenuto insieme da piccole gocce di casualità. Ma esiste davvero il caso? Siamo auto-determinati o in balia del destino? Forse sono gli errori che dipingono il nostro futuro e a pensarci bene, senza gli sbagli quale sarebbe il senso della vita, una noiosa, insapore, sterile perfezione? Spesso le occasioni migliori nascono da un colpo di fortuna, da un impercettibile cambio di direzione o da un clamoroso salto nel buio. Cambiano le stagioni, il tempo vola, tutto passa e anche in fretta. Soltanto chi ami davvero resterà come un marchio indelebile nel cuore, soltanto chi ami davvero potrà cambiare il tuo destino.

Guido Mazzolini