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Mi raccontò tutto con voce pacata e in un battito di ciglia compresi una realtà che tenevo nascosta ai miei occhi. Avevo cercato di non pensarci più, ma il suo ricordo batteva ancora dietro la nuca. All’inizio lieve, come un tamburo in lontananza, poi sempre più presente e sonoro. Dentro me lo sapevo, non l’avevo dimenticata. E lo sapevano le stelle delle mie notti solitarie, lo gridavano in ogni battito del cosmo.

dal romanzo Un celeste divenire di Guido Mazzolini

Povera terra sbiadita
svilita da barbari guerrieri,
uomini piccoli votati al sotterfugio
al sacrifico delle idee
nel nome di un progresso squallido
che innalza altari di spine al dio del guadagno.
Piccola terra ferita
mano protesa tra l’Europa e l’Africa
ponte di popoli diversi
che marciano in fila
verso un’ombra di gelo.
Povera terra colpita,
ha mani di cera
quel bimbo che guarda
e una domando muta in fondo agli occhi.

Guido Mazzolini

Solamente imprecise
traiettorie di ali
congiunsero ai miei passi
terra e aria per sempre.
Nel gelido avanzare
di un tempo accurato
immane il cielo sparve
abbracciando frontiere
e vuote speranze.
Figlio di troppe madri
mai più getterò sguardi
al di là del presente;
non fisserò lontano
mai più oltre la sera.

Guido Mazzolini

Indosso la tua pelle come un guanto
un saio e un uragano, corteccia breve
le mani che sorreggono la serpe del ventre
un desiderio di purezza e primavera
e il tuo sorriso ritto, umido
sulla mia bocca spalancata.

Guido Mazzolini

Ne abbiamo paura. Fingiamo di non pensarci, accantoniamo l’idea come un frutto avariato in una cesta. Lo mettiamo da parte per non pensarci, lo nascondiamo con emozioni di ogni genere, sensazioni più o meno forti che impregnano il nostro quotidiano.
Il pensiero della morte è il grande assente di questo tempo affrettato, nessuno ne parla, è l’ospite indesiderato, quello che nessuno vorrebbe alla propria tavola. E a volte bussa alla porta, chiede di entrare. È una voce fuori dalla finestra. Succede all’improvviso, una notizia al telegiornale oppure l’automobile che sbanda. E ci pensi, e te ne accorgi. Perché che ti piaccia o no siamo circondati dalla morte. Guerre, violenze, la parte bestiale dell’uomo che prende il sopravvento. E se non bastasse c’è la natura a fare il suo dovere. È la conclusione della vita di tutti, la chiamano morte naturale e suona come un ossimoro. È una cosa che stride nella nostra vita e interroga la coscienza.

Guido Mazzolini

Il tuo corpo ammezzato
che distende praterie di pelle
ombra di seta e muschio scuro
mezza maschera di noia
attende nel meriggio e brulica di vita.
È un corpo di sabbia
un livido deserto di vetro
un tenue ondeggiare sensibile,
è un sentore persistente di fiori
a lungo abbandonati in un cassetto
nell’attesa di una festa improbabile.

Guido Mazzolini

Di notte t’immagino sveglia, seduta sul letto. In silenzio mi ascolti dormire, osservi il mio collo, i capelli, le orecchie, la schiena di latte e il respiro che ondeggia. Ascolti il sussurro di un sogno, di un sollievo liberato che rotola. Chissà a cosa pensi, al rumore del mondo, ai rimorsi, o forse a qualcosa di molto più semplice, a una goccia che cade o a una foglia portata dal vento. Di notte è meglio inseguire un pensiero semplice e breve, perché nel silenzio tutto si amplifica. Mi osservi e non sai che nel mio sonno è celato un segreto. Dormo e ti sogno, sono dietro di te che mi guardi e osservo il tuo gomito, il mento, il riflesso di luce che sfiora una tempia. Il resto di noi è soltanto un’ipotesi scarna, troppo spesso celata nella realtà. Ma io so che ogni nostro fuggire diventa un rincorrersi. Ogni nostra bruttezza, abbracciata, diventa incredibile e bella.

Guido Mazzolini

Quante occasioni perdute, quanto tempo sprecato nel tentativo di ristabilire l’ordine e la tranquillità, dimenticando che niente accade per caso e se qualcosa cede è perché quello era il momento giusto, l’istante deciso dal destino perché accadesse. Ma esiste davvero il destino? C’è un ordine in questa apparente confusione? Passiamo gran parte della vita cercando di riordinare i cassetti dell’esistenza, e ci perdiamo la gioia, il bello, la verità della vita. Abbiamo paura di una piccola crepa, dimenticando che forse è arrivato il momento di abbattere un muro e scoprire cosa si nasconde dall’altra parte.

Guido Mazzolini

Scivoli calda sulla mia pianura
sei balsamo benefico, velluto
nelle rughe della pelle. Sei dolce
condanna al disamore, involucro
di gioia. Contenitore d’estasi,
disseta la mia terra penitente
come sorgente di gaiezza piena
e lascia disegnare le mie mani
un rivolo di latte sulla schiena.

(Forme Difformi di Guido Mazzolini)

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“Accogli le novità. Cambiare significa prima di tutto mutare l’orizzonte e il proprio punto di vista. La vita è di chi danza. La vita è dei viventi.”

Buona domenica!!!!

Elena & Paola