Ne abbiamo paura. Fingiamo di non pensarci, accantoniamo l’idea come un frutto avariato in una cesta. Lo mettiamo da parte per non pensarci, lo nascondiamo con emozioni di ogni genere, sensazioni più o meno forti che impregnano il nostro quotidiano.
Il pensiero della morte è il grande assente di questo tempo affrettato, nessuno ne parla, è l’ospite indesiderato, quello che nessuno vorrebbe seduto alla propria tavola. Ma a volte bussa alla porta, chiede di entrare. È una voce fuori dalla finestra. Succede all’improvviso, una notizia al telegiornale oppure l’automobile che sbanda. E ci pensi, e te ne accorgi. Perché che ti piaccia o no siamo circondati dalla morte. Guerre, violenze, la parte bestiale dell’uomo che prende il sopravvento. E se non bastasse c’è la natura a fare il suo dovere. È la conclusione della vita di tutti, la chiamano morte naturale e suona come un ossimoro. È una cosa che stride nella nostra vita e interroga la coscienza.

Guido Mazzolini

commenti
  1. Biagina Danieli ha detto:

    La morte è una compagna di vita, ci segue e poi quando è ora ci prende . È la paura la nostra autentica nemica di vita!

  2. banzai43 ha detto:

    Post interessante. Pur per un attimo, ma induce a pensare. La morte unica verità certa ed assoluta.
    banzai43

  3. Rain ha detto:

    Più sei consapevole della vita, meno temi la morte

  4. il libraio ha detto:

    Se il pensiero comune ci spingesse a considerarla piuttosto che a censurarla…??? , in qualche modo -ci si difende- da quel che apparentemente si avverte come un’ignota e oscura minaccia…ma essendo parte del tutto…del principio come della fine… fortunatamente esiste…il cambiamento…Non oso più immaginare da tempo l’immutabile condizione della nostra umanità…sarebbe giusto…vivere per sempre felici e contenti…mentre siamo ancora schiavi della nostra stessa miseria, meschinità e indifferenza? È vero…è una grande esclusa…e come tutti gli esclusi e i marginali…fa così spavento… ma vivendo in questo spavento…si è sempre più immorali che mortali… grazie per il tema condiviso e la riflessione che mi hai suscitato! Buona giornata!

  5. Mr.Loto ha detto:

    Mi è venuta in mente una frase di Sant’Agostino che a proposito della morte scriveva:
    “Che importa allora il genere di morte, quando si muore una volta soltanto? Dato il gran numero di morti, legate ai casi quotidiani di questa vita, che incombono in qualsiasi modo su ogni uomo e finché non si sa quale di esse sopraggiungerà, io mi domando se non sia preferibile sopportarne una nel momento della fine, piuttosto che temerle tutte insieme durante la vita”
    Un saluto

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