Amare è difficile

Pubblicato: febbraio 16, 2016 in lettori, libri, racconti, scrittori, scrittura, Uncategorized
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Per quanto ne so, amare è difficile. Meglio allora raccontarsi ipotesi edulcorate di sentimenti vicini all’immaginazione, oppure bieche gratificazioni di egoismi spacciati per diritti. Striscia ambigua l’idea che amare sia prendere e pretendere. Amo quando ciò che amo mi rende felice. Ma questo è un misero pupazzo che rappresenta l’istinto di possedere qualcosa o qualcuno: non è amore, è una rapina spacciata per amore. E il fallimento è alle porte, perché nessuno è in grado di soddisfare i nostri bisogni, nessuno può regalarci la felicità. Così cominciamo a prendere ma non ci basta, arranchiamo, annaspiamo, e l’insoddisfazione arriva.
Se vuoi misurare la tua capacità d’amare, domandati quanto sei felice. Più ami nel modo giusto, più lo sarai. Guarda negli occhi una persona che ama davvero, vedrai una luce che non si spegne. Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, questo nome dice poco, lo so. Madre Teresa di Calcutta, questo invece dice tanto. Ecco, Madre Teresa era una donna felice, te ne accorgi dal suo sguardo, da quella luce negli occhi. Felice pur nelle difficoltà, nella miseria, nel dolore della continua ricerca di un Dio troppo spesso silenzioso. Felice perché non desiderava prendere, ma soltanto dare. Non era il rapitore, ma la rapita. Rapita dal bisogno d’amore di un’umanità disperata, rapita dal desiderio di spendersi in nome dell’Amore, quello con la “a” maiuscola.
Non aggiungo altro, preferisco restare in silenzio a fissare questa immagine, gli occhi che splendono, le rughe e lo stupore, l’offerta di una vita diventata cielo e luce. Mi attraversa un brivido e ho la sensazione di trovarmi di fronte a un miracolo.

(Guido Mazzolini)

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commenti
  1. cibal ha detto:

    Credo che l’amore non sia un’entità che trascenda gli individui, una struttura calata da chissà dove a benedire ogni cosa che vuole incontrare. Credo che l’amore sia una predisposizione individuale della condivisione, condividere determinati spazi che altrimenti sarebbero celati a tutti. Si sceglie di amare per l’esigenza di aprirsi, di condividere, di darsi ma non troppo. Non è detto che amore e felicità siano strettamente connessi. Né l’uno né l’altra esistono necessariamente in presenza dell’altro. La felicità è una misura, a mio avviso, delle proprie aspettative. Si è felici nel momento in cui si definisce una determinata situazione, ed una volta definita si compara con la nostra situazione. Così la felicità è una condizione relativa della nostra esistenza. Spesso deriva da imposizioni, celate, dal gruppo, dalla società in cui le nostre vite sono profondamente immerse e dipendenti. Poi è effimera, momentanea, non duratura. Credo che le nostre vite siano un equilibrio stabile tra indifferenza, felicità e tristezza. (Miei pensieri ovviamente)
    Buona giornata. 😉

  2. giuseppeciccia ha detto:

    Bellissima rappresentazione di Madre Teresa, detta anche “La matita di Dio.
    Quando si parla di amare, per essere felici, mi viene in mente la frasa di Sant’Agostino: Ama e fai quel che vuoi!. Ogni volta che pronuncio questa frase, stò bene! 🙂

  3. francesco ha detto:

    Mi pongo interrogativi simili in questi giorni…se interpreto bene quello che dici l’unico amore vero è quindi quello “cristiano”? L’amore che traguarda il “bisogno” dell’altro? Se così è questa forma di amore secondo me esclude e comunque non corrisponde al sentimento che lega un uomo ed una donna…

    • abdensarly ha detto:

      Ciò che ho riportato è una riflessione scritta non da me. In parte la condivido, anche io come te penso che l’amore “spirituale” sia ben diverso da quello “carnale”. uomo e donna si amano “carnalmente”, quindi c’è nel loro amore una forte componente di possesso, desiderio, aspettative. E meno male. Grazie del passaggio. Ciao!

      • francesco ha detto:

        Si, credo che il riconoscere queste componenti serva a definire meglio l’ambito all’interno del quale ci si muove quando si parla di amore di coppia. Non si tratta di amore che considera il bisogno, non solo almeno, non si tratta di un sentimento che considera il “merito” (mi è sempre piaciuta una frase del film “il velo dipinto” nel quale la protagonista dice: “quando mai le donne si sono innamorate dei pregi dei loro uomini”). Insomma fra tutte le “forme d’amore” quello di coppia (che non è nemmeno soltanto “carnale”) è una delle forme più complesse che tenta di sanare ciò che è evidentemente insanabile: il nostro essere un po’ animali e un po’ angeli. Il discorso sulla felicità poi apre veramente a riflessioni pericolose. Grazie a te intanto per avermi fatto riflettere su questo.

  4. Rapita dal bisogno d’amore di un’umanità disperata, rapita dal desiderio di spendersi in nome dell’Amore, quello con la “a” maiuscola. Bellissima frase semplice,ma dentro di se racchiude un senso infinito…

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